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Teatro Stabile: la rivincita sul covid. Parla Giampiero Beltotto

Dal 1 aprile finisce lo stato d'emergenza, ma l'obbligo della mascherina al chiuso rimarrà per un altro mese e così l'esibizione del green pass. I teatri sono aperti e a capienza piena e le direzioni artistiche stanno lavorando per recuperare il tempo perduto con programmazioni in sintonia con i cambiamenti sociali. Il Teatro Stabile del Veneto ha grandi ambizioni per raggiungere tutta la regione.

Giorni di suspense per il Teatro Stabile del Veneto che sogna di tornare nazionale, declassato nel 2017 a TRIC, Teatro di Rilevante Interesse Culturale. Entro un paio di settimane il verdetto della commissione consultiva per il teatro potrebbe farlo rientrare nella grande famiglia dei teatri nazionali più finanziati e con più visibilità. Durante i due anni di covid, il presidente Giovanni Beltotto non è rimasto a guardare attonito dai teatri chiusi. Invece, ha lavorato per questo traguardo ormai vicino, puntando ad un cartellone di rilancio, mettendo a punto produzioni di respiro regionale, nazionale ed internazionale e con compagnie teatrali di grande richiamo.

Giampiero Beltotto, Presidente Teatro Stabile del Veneto

“Entrare nel cluster dei teatri nazionali non è la mania di un presidente presidenzialista, nemmeno il desiderio un po’ vanitoso di una serie di teatri che pure meriterebbero di essere un vanitosi. Entrare nel cluster dei teatri nazionali significa riconoscere che il Veneto è una grande potenza del teatro italiano ed europeo. Tre teatri collegati da una stessa associazione e 700mila appassionati di teatri. Questi sono numeri dalla quale nessuno può prescindere. Se poi, non lo diventiamo perchè non siamo stati capaci di dimostrare che abbiamo un cartellone di qualità, ce lo devono venire anche a dire.”

Non solo una potenza di 700 mila spettatori, il Beltotto, mentre le serrande erano abbassate, ha messo in cantiere un progetto che punta a scambi di produzione con i teatri di Trieste e Bolzano. Questo per cercare di allargare potenzialmente la platea a 8 milioni di utenti e poi di individuare una piattaforma culturale comune in una Europa in cui il covid ha cambiato tutto.

Nuova convenzione dei teatri

“Noi abbiamo sottoscritto una convenzione, un accordo con il teatro Stabile di Trieste e di Bolzano. Quello che stiamo facendo è che ci stiamo scambiando. Noi facciamo produzione così come Trieste e Bolzano, per poi metterci e lavorarci insieme. Quello a cui noi vogliamo arrivare però è un accordo di programma. Una vera piattaforma teatrale che serva un bacino di 8 milioni di cittadini italiani. Questo perchè il senso dell’attualità ci spinge a mettere insieme le difficoltà ma anche i grandi pregi che i tre teatri hanno e con questi tre teatri tutti coloro che in qualche modo fanno teatro in questa vasta area europea.” Continua il presidente.

Riguardo l’offerta culturale in particolare, il Teatro Goldoni, uno dei tre palcoscenici gestiti dallo stabile del Veneto insieme a Del Monaco di Treviso e al Verdi di Padova, offre quest’anno due anniversari importanti. I 400 anni dell’apertura del Teatro Goldoni, il più antico con attività continuativa, e i 200 anni della morte di Goldoni. Autore che il ’68 ha affossato perchè troppo borghese, buttando via il bambino assieme all’acqua sporca.

Due grandi anniversari

“Abbiamo due grandi anniversari. Personalmente, dalla mia formazione culturale rifuggo da ogni tipo di retorica. Però, festeggiare 200 anni dalla morte di Carlo Goldoni significa ricordare a tutti che senza di lui non ci sarebbe il teatro moderno. C’è poi un’altra data. Noi abbiamo in gestione in quanto proprietà del comune di Venezia, il più antico teatro del mondo in attività: il teatro dedicato a Carlo Goldoni. Questi sono due anniversari che vogliamo festeggiare in modo importante. Ossia in modo non retorico, il che vuol dire che dobbiamo rioffrire il teatro prima a tutti i veneti, poi a tutti gli italiani e se è possibile, agli europei che ci conoscono e che ci amano. Per questo, faremo un teatro popolare ed inclusivo che parte dalla sala del Goldoni e arriva fino alle estreme propaggi del Veneto che sono Rovigo e Verona.” Conclude Giampiero Beltotto.

Il programma goldoniano sarà ricco. Da ottobre prossimo fino a dicembre 2024 un tetro viaggiante attraverserà le sette provincie del Veneto, portando in tour il teatro. Sono programmate 120 recite e 15 spettacoli in 18 comuni delle 7 province. C’è poi il coinvolgimento del teatro di Verona, oltre a quello di Treviso, di Padova e di Venezia in una cornice di eventi, appuntamenti ed incontri.

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