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Rincari benzina: sotto accusa le speculazioni

Il paese diviso sui rincari della benzina, c'è chi punta il dito sui 20 centesimi delle accise ripristinate e chi invece parla di picchi ben più alti e la questione divide anche le associazioni di categoria. L'antitrust chiede una relazione alla Guardia di Finanza

Il Paese è diviso sugli aumenti della benzina e la Guardia di Finanza intensifica i controlli.

La domanda che si pongono i militari è: Gli aumenti del costo alla pompa sono pari alle accise ripristinate o sono superiori?

Costo della benzina in aumento

La FAIB, l’associazione di categoria dei benzinai aderenti alla Confesercenti sostiene che gli aumenti sono vicini all’aumentare delle accise ritornate sul prezzo del carburante dal 1 gennaio ossia, pari circa a 20 centesimi e si definisce la parte lesa da chi accusa la categoria di speculazioni.

Il Codacons ha presentato un esposto all’anti-trust e altri 100 esposti in altrettante procure cita altri numeri: Sulla A1 “La Verde” arriva a costare 2,369€ al litro con il servito; il gasolio 2,449€ al litro, situazione analoga anche sulla A4 dove un litro di benzina arriva a 2,384€ e il diesel a 2,459€.

L’indagine della Guardia di Finanza

In mezzo ci sono i consumatori, 50 milioni d’italiani che in queste ore sono tutelati soltanto dai controlli della Guardia di Finanza.

Le Fiamme Gialle hanno dichiarato ai giornalisti che dai primi giorni del 2023 sono stati sguinzagliati lungo la rete dei distributori di benzina oltre 660 reparti operativi del corpo, con il costante supporto dei reparti speciali.

I controlli potrebbero inoltre essere potenziati dopo il vertice, tenutosi oggi a Roma, tra il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il premier Giorgia Meloni e il Comandante della Guardia di Finanza Generale Giuseppe Zafarana.

Di fatto l’aumento secondo il Codacons pesa di 24 euro su ogni famiglia e quindi molto di più dei 20 centesimi di accise reintrodotti. E non è il momento giusto dato che arriveranno bollette pesanti a fine gennaio e a febbraio per il riscaldamento.

A Mestre in particolare, secondo un’indagine del Movimento Consumatori Adico, all’Ip di Piazza Barche ieri la benzina servita era 2,081.  All’Ip della Rotonda San Giuliano si è arrivati addirittura a 2,294 al litro.

Un pieno da 50 litri arriva a costare in media 89,50 euro contro gli 86 di dicembre e gli 80 euro di novembre, quando esisteva ancora lo sconto pieno sulle accise introdotto dal governo Draghi.

Le parole di Carlo Garofolini, Presidente del Movimento Consumatori Adico

Le parole di Carlo Garofolini, Presidente del Movimento Consumatori Adico: “Noi Adico continuiamo a denunciare il caro prezzo della benzina e del gasolio alla pompa.

Oggi per effetto degli ultimi sconti che il governo ha assorbito fare un pieno di benzina o gasolio costa circa 9 euro in più rispetto a qualche giorno fa. Un prezzo che non trova assolutamente giustificazione, soprattutto se teniamo conto del prezzo del petrolio al barile.

Un aumento pericoloso e significativo per le famiglie, che si ripercuote non solo in occasione del rifornimento, ma anche sui generi alimentari e sui prodotti dei servizi, in quanto inevitabilmente anche la distribuzione e la lavorazione dei prodotti ne subirà l’impatto nei prossimi giorni”

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