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Palma il Giovane: l’artista inedito all’Oratorio dei Crociferi

All'Oratorio dei Crociferi si può visitare una piccola cappella con un Palma il Giovane inedito: in questo caso assume il ruolo di ritrattista

Un posto magico, per intenditori d’arte, dove si può ammirare un inedito Jacopo Palma il Giovane. Un posto dove un tempo, in piena epoca di crociate, facevano sosta soldati e pellegrini che si dirigevano o tornavano dalla Terrasanta. Venezia anche così racconta i suoi 1600 anni di storia e nasconde in ogni angolo dei capolavori che hanno saputo affrontare il degrado del tempo.

Com’è nato l’Oratorio dei Crociferi

È il caso dell’Ospizio Zen e l’annesso Oratorio dei Crociferi. Dall’esterno sembra un insignificante edificio con facciata a capanna, ma in realtà conserva un intero ciclo pittorico di Palma il Giovane.

In questa zona paludosa della città, nel XII secolo, l’ordine religioso dei Crociferi edificò un proprio ospedale e una chiesa dedicata alla Vergine Assunta. Successivamente venne distrutta in un incendio nel 1214 e ricostruita in forme più ampie.

I Crociferi all’epoca svolgevano una funzione sociale altamente utile soprattutto nel campo dell’assistenza ai malati. Inoltre, agivano nell’opera di bonifica della zona periferica dove si erano insediati, nel dare ospitalità ai mercanti, ai soldati e ai pellegrini.

La bonifica e l’accoglienza dei pellegrini

“Tutta questa area venne data all’Ordine dei Crociferi affinché venisse bonificata – spiega Laura Marcomin, coordinatrice del settore culturale ed espositivo per la Fondazione Venezia Servizi alla Persona –. Costruirono questo ospizio per accogliere i pellegrini che facevano sosta a Venezia in direzione di Gerusalemme.

Poi, in un secondo momento, cambiò destinazione d’uso ed ospitò delle donne sole. Si costituisce di due piani con una struttura tipica degli ospizi dell’epoca. Ossia un corridoio centrale con 7 camere che si affacciano su di esso, con una piccola cucina che tuttora esiste”.

Il Doge Renier Zen

Nel 1268 il Doge Renier Zen nel suo testamento lasciava all’ordine dei Crociferi quasi tutti i suoi beni, comprese le vigne che si trovavano in Istria. Queste dovevano garantire il perpetuo usufrutto a favore degli infermi ricoverati. Renier Zen abitava nel palazzo attiguo, palazzo Zen, e si dice fosse così vicino ai Crociferi che si fece costruire un passaggio interno tra il palazzo e l’Ospizio.

Nel corso del Quattrocento, a causa del minor numero di pellegrini e l’esaurirsi delle crociate, questo ospizio si dedicò ad accogliere 12 donne sole e bisognose.

La rinascita col ciclo pittorico di Palma il Giovane

Nel Cinquecento, dopo una lunga lite per sdoganare l’eredità Zen, che i Procuratori che la gestivano non avevano mai corrisposto, il complesso ebbe una nuova rinascita. Infatti ci fu un’esplosione artistica che rende oggi l’Oratorio un unicum nel panorama della cultura artistica veneziana del XVI secolo.

Si tratta del ciclo pittorico di Palma il Giovane, eseguito tra il 1583 ed il 1592, principalmente per volontà del Doge Pasquale Cicogna. Il ciclo si estende su tutte le pareti dell’Oratorio e sul soffitto della piccola aula, dove il pittore ha rappresentato gli avvenimenti più salienti della storia dei Crociferi.

Un Palma il Giovane inedito

“A fianco di questo Ospizio si trova una piccola cappella, un Oratorio che nel 1500 vede Jacopo Palma il Giovane arricchire l’ambiente. In questo caso, l’artista è inedito: solitamente è molto manierista, classico, mentre qui vediamo un Palma ritrattista.

Questo è un luogo magico e unico, per intenditori e amanti dell’arte, e i visitatori non si aspettano un ciclo pittorico così bello, dai colori accesi, quasi completamente conservato. Questo perché l’unica pala non originale, che non è di Palma perché trafugata, è quella dell’altare”.

La riapertura dopo la chiusura forzata

L’Oratorio dei Crociferi è stato riaperto al pubblico nell’ottobre del 1984, dopo quasi vent’anni di forzata chiusura. Questo a causa dei danni provocati dall’alluvione del 4 novembre 1966 e dopo un lungo e minuzioso intervento di recupero.

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