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Padova, apripista di trapianti di cuore fermo

Il trapianto con un cuore fermo da 45 minuti a Padova ha aperto nuove possibilità, permettendo l'utilizzo di organi precedentemente scartati e aumentando i trapianti del 30%

Lo straordinario trapianto con un cuore fermo da 45 minuti eseguito nel maggio scorso a Padova per la prima volta ha aperto una nuova frontiera. Da allora l’equipe del professor Gino Gerosa ha potuto eseguire altri quattro trapianti utilizzando organi che un tempo venivano scartati.

Incremento dei trapianti di cuore del 30% grazie all’utilizzo di donatori a cuore fermo

Gino Gerosa, cardiochirurgo Azienda Ospedale dell’Università di Padova: “Dall’inizio dell’anno abbiamo eseguito a Padova sette trapianti. Di trapianti da donatore a cuore fermo ne sono stati eseguiti 4 a Padova dal 2023 e in Italia 17. L’utilizzo di donatori a cuore fermo può ampliare, dai dati della letteratura, fino ad un 30% in più il numero di cuori disponibili per il trapianto.”

Poter aumentare il numero di trapianti del 30% è davvero un’importante percentuale. In questo momento soltanto la metà dei pazienti in attesa di un cuore nuovo, riesce ad arrivare all’intervento.

Gino Gerosa: “In Italia ci sono all’anno tra i 750 e gli 800 pazienti in lista d’attesa per trapianto. Noi riusciamo a dare una risposta a circa il 40% dei pazienti in attesa.”

A distanza di otto mesi, Francesco, il primo paziente sottoposto all’intervento eccezionale, ha potuto fare da testimonial della grande impresa. Si è mostrato in forma e ha raccontato che durante le passeggiate riesce addirittura a seminare i suoi genitori, quando prima erano loro che dovevano aspettarlo.

La regione Veneto si distingue per l’eccellenza nei trapianti

Le cardiopatie sono la principale causa di morte. Su 100 persone che muoiono per 44 la causa è da ricercare proprio in problemi di cuore. Anche per questo Luca Zaia ha espresso tutto il suo orgoglio per il lavoro straordinario che ha fatto scuola nel mondo, realizzato da professor Gino Gerosa con tutto il team dell’Azienda Ospedale dell’Università di Padova. Ereditando così la scuola avviata dal professor Gallucci.

Luca Zaia, Presidente della Giunta regionale veneta: “Il professore Gerosa e il suo team ha fatto un lavoro eccezionale. Si pensi solo che uno dei grandi limiti sono le donazioni di organi. Pensare di poter avviare questi trapianti da un cadavere significa aprire un nuovo corso. Dall’altro noi abbiamo già raddoppiato i trapianti rispetto all’anno scorso e il Veneto è una delle prime, se non la prima regione d’Italia, ad anni alternati, per numero di trapianti di cuore.”

“Siamo in testa alle classifiche per trapianti di rene, di polmone, di fegato e anche alcuni pancreas.”

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