Mose, finora l’unica cosa certa è la determinazione del nuovo super commissario Elisabetta Spitz a farlo partire tra sei mesi. La nuova manager, nominata dal governo Conte, si è presa l’impegno titanico di far funzionare la diga mobile davanti al tavolo convocato in Prefettura a Venezia. Erano presenti i rappresentanti di svariate istituzioni veneziane legate alla salvaguardia della laguna.

La riunione del Provveditorato

“Volere è potere”dice un vecchio saggio, ma gli ostacoli non mancano. Prima del vertice la Spitz ha partecipato ad una riunione con il Provveditorato alle opere pubbliche e i tre commissari del Consorzio Venezia Nuova: Francesco Ossola,Vincenzo Nunziata e Giuseppe Fiengo. Quest’ultimo, in particolare, ha precisato di non essere commissario del Cvn ma del contratto tra Cvn e lo Stato e ha dunque rivendicato un’autorità superiore. Insomma, il destino dell’opera faraonica costata oltre cinque miliardi di euro non dipende da una sola persona seppur chiamata supercommissario.

Il nuovo Comitato per il Mose

Il prefetto Zappalorto ha chiarito, però, che è stato compiuto un passo in avanti. Infatti tra dieci giorni i commissari si riuniranno per esaminare il cronoprogramma che finora mancava e il tavolo sarà convocato ogni 10-15 giorni per verificarne la scadenza. “Le competenze non sono chiare”- ha ammesso il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Sarà il prefetto a dipanare il nodo di chi può decidere – ha aggiunto il sindaco. Comune, Città metropolitana e Regione non hanno potere, eccezion fatta per l’informazione che equivale alla pressione senza fallo che si fa nello sport.”  Ora si attende un nuovo Comitatone in gennaio. L’assessore regionale Roberto marcato si aspetta 150 milioni l’anno per la salute della laguna e il conto dei danni per l’acqua alta della tragica notte del 12 novembre. Si è arrivati a 470 milioni e potrebbe ancora salire.

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