Stanno Facendo un 48

Michele Siviero, concerti: bisogna trovare un compromesso

Michele Siviero parla del compromesso tra i concerti via streaming e quelli tradizionali. Il web va sfruttato per avvicinare i giovani

Nella quarta puntata di Stanno Facendo un 48, condotta da Patrizio Baroni, intitolata “La pandemia ha spento i riflettori”, abbiamo discusso sulla situazione del mondo dello spettacolo. Interviene Michele Siviero, titolare di Urania Corporation.

Trovare un compromesso

Un concerto senza gente non è più un concerto. Dobbiamo davvero passare tutto sul digitale o dobbiamo auspicare che una parte di quello che è stato il tempo passato ritorni ancora il nuovo presente? “Sono d’accordo con Giampiero Beltotto riguardo all’adattarsi – spiega Michele Siviero – perchè il mondo va avanti. Bisognerà trovare il giusto compromesso tra quello che c’è stato e quello che ci sarà. Prendo in riferimento l’ultimo Sanremo, non si guardava più al numero di dischi venduti ma al numero di visualizzazioni”.

Il web va “sfruttato”

“Il web ormai è entrato talmente tanto nella vita delle persone che va ‘sfruttato’ per avvicinare un pubblico che prima magari non veniva alle manifestazioni, a vedere un’opera, uno spettacolo teatrale. Sicuramente bisognerà trovare la giusta dimensione e compromesso tra quello che c’è stato e quello che ci sarà.

È chiaro che andare a teatro, stare lì seduto, sentire quei suoni dal palco è tutta un’altra cosa. Sicuramente però bisogna adeguarsi, e spero sia alla portata di tutti. Un biglietto di un concerto lo possono comprare tutti, una produzione piccola o grande si può anche fare in piccoli spazi. Bisognerà trovare, come diceva il presidente, anche un sistema che non sia il teatro di per sé ma che sia l’adattamento dell’opera o del concerto allo spazio” conclude Siviero.

L’esperimento di Barcellona

La socialità però non può venire a mancare, è uno degli aspetti psicologicamente importanti per la nostra vita, lo abbiamo visto anche in questa pandemia. Vediamo il servizio su Barcellona, dove 5000 persone hanno partecipato a un concerto come esperimento “autorizzato”. Un team medico ha supervisionato l’operazione, e solo i negativi al covid-19 hanno potuto partecipare come pubblico.

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