La Voce della Città Metropolitana

Michele Borgo: le aziende agricole stanno scomparendo

Il distretto 1 di Cavallino-Treporti ha subito una trasformazione da 500 a 100 aziende agricole, con sfide di investimenti, crisi di mercato e difficoltà nella cooperazione

In questa puntata de “La Voce della città Metropolitana” la nostra conduttrice Maria Stella Donà riflette sul tema della aziende agricole del distretto 1 di Cavallino-Treporti a Venezia con l’ospite Michele Borgo, il presidente di Coldiretti di questo territorio. Le 500 aziende agricole presenti a Cavallino-Treporti fino al 2000 si sono ridotte fino a diventare soltanto 100.

Le trasformazioni nel distretto 1 di Cavallino-Treporti

Michele Borgo ora ci spiega che il distretto 1 di Cavallino-Treporti non è il più grande d’Italia, ma prima lo era. Dopo la famosa alluvione degli anni ’60, Cavallino-Treporti rivoluzionò completamente il suo sistema produttivo poiché si basava inizialmente sulla frutticoltura, ma poi si iniziò a costruire le prime serre che consentivano di forzare le produzioni primaverili, anticipando le produzioni di mercato.

Il motivo per cui la sua importanza nel mercato è diminuita risale agli anni ’90, quando, ci spiega Borgo, le serre non sono state aggiornate, assieme a tutte le strutture e le tecnologie. Tutto ciò che migliora la struttura in termini di risultati produttivi ha costi molto elevati che non tutti sostengono. La chiave di volta sarebbe l’investimento nelle serre super tecnologiche.

Le serre e la crisi degli anni ’90 delle aziende agricole del territorio

Ma negli anni ’90, con la crisi di mercato, il prodotto non trovava più sfoghi di vendita. Ciò ha portato a una crisi generale nelle aziende agricole di Cavallino-Treporti, diminuendo la loro capacità di investimento. Cavallino-Treporti ha, afferma Borgo, dei vincoli strutturali e ambientali, per cui le strutture non possono essere sempre ampliate o rivoluzionate.

Inoltre, ci indica il presidente Coldiretti, vi è anche un problema di mercato che non assorbe i prodotti. Ora, dato che non si ha più una grande qualità di prodotto, per via della diminuzione delle aziende, si è ancora di più in balia del mercato.

La sfida delle vendite dirette e il mercato per le aziende agricole di Cavallino-Treporti

La grande distribuzione organizzata ha permesso all’agricoltore, alla fine degli anni ’90, di poter contrattare direttamente la vendita del prodotto, saltando la fase del mercato all’ingrosso. Questo ha comportato inizialmente una filiera corta, dall’altro lato però questa decisione ha procurato un decremento di acquisti al mercato all’ingrosso. Chi vende è costretto, dice Borgo, a sostenere un prezzo di vendita molto basso sul mercato.

Il residuale delle vendite è talmente basso, ci spiega, che non permette alle aziende di crescere perchè non permette loro di fare manovre d’investimento.

La strada della cooperazione

Una via di ripresa per Borgo era formare una grande cooperativa di distretto, ma ormai le aziende sono troppo poche e non sarebbe possibile. A Cavallino-Treporti c’è sempre stata una mentalità economica individualista, che ha portato a questa crisi.

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