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Manca l’acqua, Luca Zaia richiede lo stato d’emergenza

La situazione è critica, manca l'acqua e Luca Zaia lancia l'allarme, richiedendo lo stato di emergenza a Mario Draghi

Manca l’acqua e la situazione sta precipitando. Al punto che stamane Luca Zaia ha chiesto a Mario Draghi l’immediata dichiarazione di stato di emergenza per il Veneto.

“Escalation di siccità”

È “un’escalation di siccità” l’ha definita ed ogni minuto che passa è sempre più prezioso. Con le portate ai minimi storici dei fiumi che sfociano nell’Adriatico: Po, Adige e Brenta soprattutto, è a forte rischio l’agricoltura, oltre che il consumo umano.

La ricetta del governatore del Veneto è la nomina di un commissario, che abbia poteri per gestire le concessioni in tutto il Nord Italia. Non è finita, dove non c’è acqua aumenta il rischio d’incendi, per questo la protezione civile del Veneto ha dichiarato da oggi lo stato di pericolosità dei boschi nelle province di Padova, Rovigo, Verona e Vicenza.

Veritas annuncia massima attenzione

Nel veneziano c’è meno allarme, anche se Veritas ha annunciato la massima attenzione sui livelli delle riserve idriche nei 36 comuni della città metropolitana veneziana. L’azienda fa sapere che il Po ed il Piave in secca incidono relativamente sul fabbisogno di acqua nel territorio, dato che quella erogata proviene prevalentemente dalle falde; che si trovano nell’area di congiunzione tra Venezia, Padova e Treviso.

La dispersione di acqua è nella media del Nord Italia, attorno al 30%. Non è perduta, assicura Veritas che quando fuoriesce dai turbi, torna nelle falde. Ma potrebbe diminuire la pressione, senza la quale non è possibile distribuire l’acqua e, in quel caso, potrebbero scattare chiusure durante le ore notturne.

Manca l’acqua, ecco i consigli

I consigli sono quelli di sempre:

  • Riparare eventuali perdite dai rubinetti e dagli scarichi; anche una sola goccia al secondo, alla fine del giornata, si traduce in 17 litri persi
  • Meglio fare la doccia, che consuma 15 litri di acqua al minuto, che il bagno che ne richiede 150
  • Utilizzare l’acqua usata per lavare verdura e frutta per annaffiare le piante.

Va peggio in altre regioni d’Italia, come nel Lazio: dove, per salvare la riserva idrica della capitale: il Lago di Bracciano, nella zona è scattato il divieto di annaffiare i giardini e lavare le auto e nel Piemonte, nel vercellese, è corsa a salvare l’agricoltura ellittica: i pesci vengono catturati stordendoli, per salvarli dalla secca dei fiumi.

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