Il Sindaco Luigi Brugnaro risponde

Luigi Brugnaro: ripercorre i principali eventi del 2020 a Venezia

Luigi Brugnaro ci presenta il suo "incontro con i cittadini", un discorso sincero ma allegro. Allegria che serve per affrontare un momento difficile.

“Ho pensato che sia giusto rivolgermi direttamente a voi, che ritengo proprietari della città. Soprattutto mi rivolgo ai bambini, ai ragazzi e ai giovani perché tutta l’attività che io sto facendo, è per me ora ma il futuro sarà per voi. Penso che su questo siamo d’accordo i genitori e soprattutto i nonni, abbiamo bisogno di trovare quel ricambio generazionale, con l’aiuto di unità tra generazioni che spesso ci dimentichiamo essere uno dei nostri principali obiettivi. La next generation, direbbero in Europa, tant’è che ci hanno fatto anche nei piani che noi non abbiamo ancora presentato”. Inizia così Luigi Brugnaro.

Il racconto sarà complicato ma la città deve sapere la verità

“La nostra città ne ha passate di colori e voi insieme a me Il racconto sarà abbastanza complicato perché devo cercare di restare in tempi brevi per un ascolto e anche per una per una trattazione tutto sommato serena e gioviale. Come si conviene in questo periodo dell’anno siamo tutti a casa ed è un periodo festoso.

Dobbiamo comunque vedere le cose che dico con grande ironia e con un grande anche slancio positivo, anche se dei passaggi che oggettivamente possono sembrare polemici è giusto che almeno tiepidamente dica qualcosa. I bilanci di come è stata questa annata, per certi versi gestita da altri, li faremo quando sarà finita questa pandemia. Mi sembra giusto però raccontare ai cittadini la verità sostanziale”.

La programmazione del racconto

“Il racconto si divide su più argomenti correlati da dei video che piano piano lancerò. Si deve tener conto della grande difficoltà che tutti abbiamo in qualche modo profuso.

Ci sono persone che purtroppo registrano lutti in casa oggettivamente pesanti, turni massacranti di lavoro per chi ha lavorato negli ospedali in prima linea nella gestione proprio di questo epidemia.

Però non c’è dubbio che ci sono poi anche tante altre persone che hanno collaborato e che ci hanno dato una mano a tenere la città viva. Detto ciò questa introduzione voleva essere comunque allegra, per trasmettere un po’ di serenità e speranza a voi cittadini” ha continuato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

“La ripartenza deve avvenire da queste persone”

“Forse da voi dobbiamo ripartire, persone di buona volontà per pensare ad un futuro migliore perché dobbiamo riuscire a saper leggere quello che di buono. A proposito dove sono finiti quelli che ce l’avevo sotto di cui turisti? Vi ricordate? Spariti tutti adesso. Questa situazione mette in chiaro alcune cose. Vi ricordate dei No Mose?  Non c’è soltanto un futuro migliore, c’è anche da vedere tutto quello che è successo realmente. Chi puntava sulle carte vincenti, chi realmente ha fatto le cose”. ha detto Luigi Brugnaro

“Sono orgoglioso di essere Sindaco di questa città”

“Io sono orgoglioso di essere sindaco di questa città perché sono orgoglioso dei miei cittadini. Non importa se mi hanno votato o no. Punto a creare una classe dirigente di giovani cittadini orgogliosi, liberi e soddisfatti di essere mestrini veneziani, di Marghera, di Zelarino, delle varie città di Pellestrina, di Burano e di tutti i vari centri che abbiamo. Quest’anno abbiamo anche aumentato le luminarie a Natale perché comunque faremo festa”.

Il messaggio deve essere di ottimismo

“Io voglio trasferirvi un messaggio di ottimismo perché sono certo che torneremo a vivere. Il tunnel è ancora buio ma vediamo la luce in fondo, e  come direbbe qualcuno speriamo non sia il treno.

Ovviamente la situazione è grave ma deve essere in qualche modo ironizzata. Bisogna per forza anche avere il coraggio di scherzarci su ed è l’anno giusto per poterlo fare.

Oggi ai nostri bambini, ai nostri ragazzi dobbiamo infondere ottimismo e chiedo a tutti di darmi una mano in questo perché così la città, che in ogni caso uscirà, in ogni caso ce la farà. Questo lo dico agli imprenditori, lo dico a quei lavoratori che non prendono lo stipendio da febbraio”.

Governo ed emergenza covid

“Se uno mi chiede com’è stata la gestione, rispondo No comment. Stiamo sul pezzo, siamo soldati, obbediamo agli ordini. Ci siamo rifiutati di fare l’ordinanza anche noi per non creare confusione. Apprezzo molto il lavoro del nostro presidente, Luca Zaia, che ha sempre appoggiato le disposizioni nazionali che arrivavano dal governo.

Siamo filogovernativi, l’abbiamo sempre detto. questo ci consente anche di poter vedere, con molta trasparenza, anche eventuali errori proprio perché non abbiamo problemi nel poter dichiarare la nostra autonomia.

Venezia deve essere una città libera e autonoma. Finita questa piccola presentazione, ringrazio di cuore tutti quelli che ci hanno aiutato fatto gli auguri di buone feste. Siete in tanti eroi di questo tempo, voglio che lo sappiate.

Ringrazio a nome di tutta la città quelle persone umili che in questo momento ci stanno ascoltando e ci hanno dato qualcosa dato qualcosa. I bambino che mi ha mandato i soldini, quel giorno in cui la trasmissione, perché io potessi aiutare qualcuno.

Ripartiremo dai 1600 anni di Venezia

“Ecco, sono questi i momenti epici che resteranno nella nostra storia e avremo tempo di documentare proprio il prossimo anno quando parleremo dei 1600 anni della città potremmo raccontare quello che siamo oggi. Chissà che si possa ripartire da cose belle, non soltanto da dispiaceri”.

Le mie parole spesso ironiche vengono strumentalizzate

“Diciamo che il mio modo di sintetizzare, spesso ironico spesso scanzonato, probabilmente anche facilmente strumentalizzabile con ridicolo. Siamo la città del carnevale ma non si può scherzare secondo qualcuno. Noi, invece, continuiamo a scherzare, a ridere, continuiamo a regalare sorrisi e regali entusiasmi. Che non sono però superficiali ma sono legati appunto a competenza e merito che io riconosco in tanti dipendenti comunali, in tanti dipendente della città metropolitana, in tanti dipendenti di strutture pubbliche di proprietà pubblica. Poi Scusatemi alle imprese i lavoratori tutti perché la logica punto del lavoro è proprio quella che ci trainerà fuori. Ce la faremo tutti insieme lasciamo indietro nessuno.” Conclude così la presentazione Luigi Brugnaro.

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