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La Reyer affianca i lavoratori della Casa di Anna

Un incontro decisamente fuori dai canoni quello tra alcuni giocatori della Reyer Venezia e le persone che lavorano nella fattoria sociale casa di Anna a Zelarino. L'obiettivo era quello di rinforzare il rapporto con il territorio e conoscere da vicino un esempio ben riuscito di integrazione e inclusione

Chi pensava che i giocatori della Reyer non fossero anche bravi agricoltori si è dovuto ricredere. I campioni della pallacanestro veneziana hanno lasciato da parte il pallone per qualche ora.

L’aiuto della Reyer alla Casa Di Anna

Sono scesi in campo accanto ai provetti coltivatori della casa di Anna, la fattoria sociale che a Zelarino da lavoro a persone altrimenti emarginate.

Il commento di Piero Pellegrini

“Casa di Anna è una fattoria sociale, sociale vuol dire dare un’opportunità di lavoro a persone che non ne hanno e non le avranno mai. Quindi voglio enumerarli, persone disabili, persone che hanno perso il porto di lavoro per qualche ‘marachella’, coloro che hanno una famiglia disgraziata e sono quindi alla ricerca di una dignità. Noi nella fattoria sociale facciamo gli agricoltori, gli orticoltori e offriamo loro l’opportunità di trovare un lavoro. Di ritrovare la dignità perduta che difficilmente è concessa loro. Il nostro è un modello di business, come si suol dire, che privilegia il sociale attraverso le attività commerciali.”

“Quindi tutto ciò che facciamo è perchè sia venduto, commercializzato e reso disponibile al consumatore. Dunque, il prodotto deve essere di qualità è un prodotto biologico certificato e viene commercializzato sui mercati tradizionali dove ci troviamo in concorrenza con aziende che con il sociale non hanno nulla a che vedere. La fattoria si sostiene con le proprie forze, quindi non abbiamo fondazioni, la chiesa cattolica o altre istituzioni che ci sostengono, noi ci sosteniamo con il nostro lavoro, con la nostra attività commerciale. Oltre ad essere attività agricola, è un’attività ristorativa, ricettiva, culturale che offriamo nelle nostre strutture ogni anno. Il nostro motto è fare bene le cose per fare del bene agli altri”.

Il commento di Bruno Cerella

“Siamo qui sicuramente perchè è bello conoscere altre persone ed è bellissimo far conoscere a chi ci segue una realtà come Casa di Anna. Vedere tutta l’inclusione sociale è qualcosa di magnifico e lavorare a progetti che si portano avanti da anni e anche la crescita, perchè ci siamo conosciuti un po’ di anni fa, era un po’ più piccolo ed ora è cresciuto. Siamo felici di poter passare una giornata insieme e vi ringrazio a nome di tutta la squadra”.

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