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Festival dea Canzon Venessiana, cultura e solidarietà al Malibran

Anche quest’anno parte dei proventi ricavati dalla vendita dei biglietti e dalle sponsorizzazioni sarà devoluto all’Associazione “Famiglie e Abilità” per lo sviluppo dei suoi progetti rivolti ai giovani con disabilità.

È in arrivo la seconda edizione del Festival dea Canzon Venessiana. Quest’anno si svolgerà, sempre al Teatro Malibran, domenica 10 dicembre dalle ore 17 alle 19. Il Festival, che è un tributo alla cultura musicale veneziana, è stato presentato oggi durante una conferenza stampa a Ca’ Farsetti.

Festival dea Canzon Venessiana all’insegna della beneficenza

Hanno partecipato, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, l’assessore alla Politiche educative, Laura Besio, il consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni, Giovanni Giusto, e il consigliere con delega alla Valorizzazione della gondola nel sistema di mobilità della Città Antica, Aldo Reato.

Come spiegato nel corso della conferenza dal presidente del Festival dea Canzon Venessiana, Daniele Perorali, si riconferma lo scopo benefico dell’evento. Infatti, anche quest’anno parte dei proventi ricavati dalla vendita dei biglietti e dalle sponsorizzazioni sarà devoluto all’Associazione “Famiglie e Abilità”. L’obbiettivo sarà lo sviluppo dei suoi progetti rivolti ai giovani con disabilità.

Al centro anche la tradizione musicale

Lo scopo benefico affianca quello della diffusione della canzone veneziana. La proposta vede una rassegna di 16 brani legati alla cultura musicale della città di Venezia dal 1700 a oggi. Un excursus musicale, che porterà numerosi artisti a esibirsi, e che si aprirà con un omaggio a Marco Polo, di cui l’anno prossimo ricorrono i 700 anni dalla morte. L’artista Marco Vidal si esibirà per primo eseguendo El Nome del Santo, brano appunto dedicato al celebre viaggiatore veneziano.

Tra le novità di questa edizione, la grande partecipazione dei giovani, con l’inserimento in programma dell’esibizione del coro di voci bianche della Scuola “Giuseppe Verdi di Venezia” e di balletto delle allieve della “Scuola di danza classica del Veneto”. Gli organizzatori hanno espresso grande entusiasmo per la partecipazione, quest’anno, come ospite speciale, di Alberto Fortis, con una canzone dedicata a Venezia.

Fabio Moresco, storico musicale che ha curata la direzione artistica del Festival, ha ricordato che l’evento non si configura come un concorso musicale. Dunque, nessuna canzone verrà premiata. Moresco ha, inoltre, sottolineato la partecipazione volontaria e gratuita di tutti gli artisti che andranno in scena il 10 dicembre. Ci saranno, invece, dei riconoscimenti rivolti a 9 artisti, un autore e una casa discografica che si sono contraddistinti negli anni per la loro dedizione e il loro impegno nei confronti della canzone veneziana, veri e propri “Cavalieri della Musica Veneziana”.

Come vedere il festival

L’ingresso al Festival dea Canzon Venessiana è a pagamento. Il biglietto di ingresso per il posto unico numerato Platea è di 15 euro, più i diritti di prevendita. Mentre, per la Galleria il posto unico numerato costa 12 euro, più i diritti di prevendita. I biglietti sono acquistabili presso Vivaticket e Vela, oppure al Teatro Malibran il giorno dello spettacolo.

L’importanza di questa iniziativa

“Come Amministrazione comunale, abbiamo visto nascere questa iniziativa in un periodo non facile, durante il Covid, e ora ci teniamo che cresca il più possibile richiamando sempre più artisti e conquistando sempre più spazio” ha dichiarato l’assessore Besio  “Questo Festival è uno splendido racconto di Venezia, non solo della canzone veneziana. Come Amministrazione vogliamo dare voce alla nostra città, partendo con il dare la parola ai veneziani, a coloro cioè che la città la vivono e la portano avanti tutti giorni”.

Poi, il consigliere Giusto ha sottolineato: “Dare continuità alla tradizione della canzone veneziana guardando anche al futuro, è questo lo spirito dell’iniziativa presentata oggi. Questo Festival è importante perché recupera il bagaglio culturale della città di Venezia creando il giusto spazio per dare evidenza al nostro grande passato musicale”.

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