La Voce della Città Metropolitana

Batistococo, Eddy De Fanti: dialetto e ritmo latino si incontrano

Oggi vi presentiamo il nuovo disco dei Batistococo, una band veneziana molto più simile ad un'orchestra che vanta musicisti di spessore e che stanno spopolando da quarant'anni con la ritmi sudamericani e tesi in veneziano Eddy de Fanti

In questa nuova puntate di La Voce delle Città Metropolitana, ospite Eddy De Fanti, musicista veneziano cantautore dei Batistococo. Proprio in questi giorni hanno presentato un nuovo disco, e domani si esibiranno al Bread&Butter, un locale a Marghera. Si tratta di canzoni in dialetto veneziano con influenze e ritmo dalla musica latino americana.

“Domani presenteremo il nostro disco n°11. Siamo nati nel 1985, da una scuola di percussioni che in seguito si è trasformata in un gruppo a tutti gli effetti.”

Lei è un cantautore ma anche percussionista, giusto?

“Sì, sono percussionista, autore delle canzoni e leader del gruppo.”

Dietro queste vivaci canzoni c’è un gruppo, c’è una grande conoscenza della musica e uno studio approfondito del dialetto veneziano, che oltretutto si sposa benissimo con la lingua spagnola.

“Prima di tutto il concetto di questa nuova canzone “Veneziani e Campagnoi”, è un tema famosissimo, ovvero la pregiudizio che per i veneziani di città, tutti gli altri veneziani che non risiedono sull’isola siano campagnoli.”

Le canzoni dei Batistococo riprendono quindi un po’i vizi del quotidiano dei veneziani.

“Sì, e quello di quest’anno è stato fatto anche in onore dei 1600 anni di Venezia. Abbiamo curato alcuni aspetti della città. Per esempio una canzone si intitola “Fantasticar”, proprio riferito al fascino della città che fa sognare.”

Avete avuto molto successo, non solo in Veneto, ma in tutta Italia e all’estero.

“Sì, e soprattutto il concerto a Cuba per noi è stato l’apoteosi. Cantare le nostre canzoni in veneziano in uno dei luoghi dove è nata questo genere musicale è stata per noi una soddisfazione enorme. Vedere la gente che ballava è stato emozionante.”

Qual è il brano che a Cuba ha riscosso maggior successo tra il pubblico?

“Sicuramente Tatiana.”

Va detto che il dialetto, proprio perché somiglia allo spagnolo, vi ha permesso di esportare la vostra musica ovunque.

“La musica collega sicuramente tutti, e la presenza di un gruppo numeroso come il nostro, siamo in 12, sul palco è d’effetto. La cosa più bella è che facciamo canzoni nostre, originali.”

Tutti voi avete naturalmente una profonda conoscenza della musica.

“Siamo quasi tutti musicisti professionisti. Io per esempio sono diplomato al conservatorio in percussioni e ho lavorato nell’orchestra del Teatro la Fenice per 40 anni. In effetti c’è molta attinenza tra la musica classica e la musica latino americana, poiché è molto codificata. Tutto funziona solo se orchestrato bene.”

Chi sono gli autori dei testi?

“Alcune le ho scritte io e altri del gruppo. Per alcune abbiamo collaborato con Fabio Calabrò, un attore di cabaret molto bravo, e con Giorgio Bertan un altro attore di Venezia”, ha concluso Eddy De Fanti dei Batistococo.

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