Il nostro spazio dedicato al dialetto. Oggi tutte le curiosità legate alla parola barnaboto. Scopriamone il significato ma sopratutto vediamo se in giro ce n’è ancora qualcuno.

Derivazione e significato del termine “barnaboti”

Il sostantivo deriva da Barnaba, dall’aramaico “figlio della consolazione”, che era uno dei 12 apostoli. Ma quel suffisso “oto” ha una funzione che svaluta il termine. I Barnaboti è quindi nobili veneziani caduti in miseria. Si dice che chiedessero l’elemosina agli angoli delle calli col volto coperto da una maschera, di certo grazie al buon cuore della Serenissima non rischiavano di morire di fame.

Ma dove vivevano?

Ai povari Barnaboti la Repubblica dava infatti, lavoro di solito nel pubblico impiego nonché alloggio gratuito. Le case a loro disposizione erano situate nel sestiere di Dorsoduro, nella zona di San Barnaba, in particolare in calle lunga e nelle callette tutt’ intorno fino al rio Ognissanti.

Dal libro di Pontini

Attingendo a piene mani dal libro di Gianfranco Pontini Siora Beta da la lingua sceta apprendiamo che i barnaboti facevano parte del governo cittadino, avevano cioè un posto nel Maggior consiglio. Erano pur sempre patrizi iscritti al libro d’oro della nobiltà veneziana, avevano diritto di voto, ma essendo nullatenenti non potevano ambire ad alcuna carica importante.

I parassiti della Serenissima

Non erano certo ben visti dal popolo che li considerava dei parassiti, dei mangiapane a tradimento, non per nulla questo termine è ancor oggi sinonimo di spiantato e fannullone. Si diceva infatti “el xe un barnaboton che ga fame dopo cena”. Loro poi non facevano nulla per rendersi simpatici, continuavano a comportarsi in maniera altezzosa e sprezzante tanto da meritarsi battute di scherno.

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