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Casa dei Tre Oci: arte e cultura ai tempi del coronavirus

Anche la casa dei Tre Oci alla Giudecca, specializzata nelle mostre di fotografia, sta raggiungendo il suo pubblico nei social.

Nonostante la chiusura per Coronavirus La Casa dei Tre Oci di Venezia non smette di comunicare attraverso i social e il web. Lo fa attraverso gustose pillole su Facebook e Instagram nelle quali il Direttore artistico Denis Curti racconta la mostra dedicata al fotografo francese  Jacques Henri Lartigue

Il percorso espositivo

Vengono così svelati dettagli ancora inediti del percorso espositivo: 120 immagini che documentano la storia di Lartigue e la sua ricerca ossessiva della felicità e della bellezza. E oltre al Direttore, anche lo staff dei Tre Oci  interviene a commentare la mostra, permettendo al pubblico di entrare virtualmente nel “dietro le quinte” del lavoro.

Tutti potranno approfondire i temi principali dell’esposizione: la velocità e la passione per il movimento (come mostrano quei salti verso il cielo catturati in scatti pieni di vita e di sogno); l’amore e le donne, còlte nella loro intimità e ironia come Madeleine la prima moglie di Lartigue, ritratta in bagno intenta a fare la pipì

La Casa dei Tre Oci

Il racconto riguarda anche l’edificio della mostra, la casa dei tre oci, dalle tre grandi finestre che la caratterizzano. Fu costruita mel 1913 dal pittore Mario De Maria, che ne fece un luogo di dialogo e incontro per artisti e intellettuali. Un focus speciale è dedicato all’originale bookshop, realizzato con gli allestimenti in legno grezzo che Mario Ceroli aveva ideato per il programma Rai, Orizzonti della scienza e della tecnica del 1960

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