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Rapinatori ventenni in carcere: avevano stretti rapporti con le baby gang

Due ventenni e un minorenne veneziani arrestati dia carabinieri. Sono accusati di aver organizzato una rapina nell'ottobre scorso ai danni di un trentenne con l'uso di un taser

Tre giovani si sono fatti invitare da un loro amico a casa per organizzare un festino di droga. Appena sono arrivati hanno picchiato a pugni in faccia il malcapitato. Sono scappati con 500 euro ma poco dopo le forze dell’ordine hanno arrestato i tre rapinatori di cui uno minorenne.

La vicenda

Nella mattinata di oggi, i militari del Nucleo Natanti dei Carabinieri di Venezia, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare, emesse dai Giudici per le Indagini Preliminari del Tribunale Ordinario e del Tribunale per i Minorenni di Venezia, a carico di due rapinatori ventenni veneziani, con precedenti di polizia e di un minore, anch’egli noto alle forze dell’ordine, per il reato di rapina a mano armata ai danni di un altro giovane del posto.

I fatti risalgono ad una sera del mese di ottobre 2020 quando, sull’isola di S.Elena, dopo aver organizzato tutto nei minimi dettagli, i tre hanno pensato bene di rapinare un altro ragazzo veneziano, poco più grande di loro, dopo essersi presentati a casa sua con una scusa.

Nello specifico, i giovani, due dei quali noti alla vittima, con la scusa di voler organizzare un party a base di droghe a casa del malcapitato, lo hanno contattato telefonicamente per proporgli la malsana idea e, dopo averne carpito, con l’inganno, la fiducia ed essersi introdotti in casa sua, lo hanno dapprima colpito alle spalle con dei pugni in faccia e successivamente, utilizzando un “taser” nascosto in uno zaino, glielo hanno scaricato addosso per poi “sfilargli” circa 500 euro lasciandolo a terra.

L’arresto dei rapinatori

A dare l’allarme sono stati alcuni vicini di casa che hanno telefonato ai carabinieri contattando il “NUE112”. Sul posto, poco dopo, è giunta una motovedetta del Radiomobile, il cui equipaggio, dopo aver prestato assistenza al trentenne, ha subito raccolto le prime testimonianze volte a ricostruire la vicenda. I militari hanno immediatamente messo in piedi un’articolata attività d’indagine che, grazie alle dichiarazioni dei testimoni e ad altri accertamenti, ha consentito di identificare, in poco tempo, i responsabili del grave reato.

Nel corso dell’attività è stata impiegata anche un’unità cinofila della Polizia Locale di Venezia che ha data ausilio ai militari dell’Arma.

La perquisizione

La perquisizione a casa del minorenne ha portato al rinvenimento di una modica quantità di marijuana. Per gli autori maggiorenni sono scattati gli arresti domiciliari mentre, per il minore, si sono aperte le porte di una comunità di recupero minorile.

Dagli ulteriori accertamenti svolti, è emerso che alcuni di loro sono in stretti rapporti con soggetti appartenenti alle baby gang che in passato si sono rese responsabili di episodi di violenza in città.

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