Venezia Cambia

Dibattito sul fotovoltaico e limiti economici dei giovani

La CIA si esprime in relazione al fotovoltaico, favorendo strutture preesistenti e discute sui giovani agricoltori sfidati dalle difficoltà economiche

Si parla molto anche di fotovoltaico, in quanto, una delle energie rinnovabili ad oggi più diffuse. Moltissime sono le aziende agricole che nei loro capannoni hanno investito sul fotovoltaico quale forma di risparmio e di riduzione di emissioni in atmosfera. C’è dibattito anche sul cosiddetto “fotovoltaico a terra” che sottrae ai prodotti primari  il territorio per un’altra accezione che è quella della produzione di energia.

La posizione della CIA sul fotovoltaico

A proposito di questo argomento, la dottoressa Senno sostiene: “La nostra posizione è sempre stata estremamente chiara. Siamo assolutamente favorevoli alla produzione di energia elettrica nel momento in cui i pannelli vengono collocati sopra capannoni, ricoveri attrezzi o piazzali, ovvero, quando non si va a consumare il suolo agricolo.”

“Nel momento in cui si dovesse prendere un’altra decisione, cioè quella dell’installazione dei pannelli a terra e, quindi, di creare questo agro-fotovoltaico, è chiaro che non ci sono degli studi e delle prove che garantiscono che l’agricoltura e la coltivazione dei prodotti possano avvenire nella totalità del terreno coinvolto. Ci sono delle difficoltà che vanno affrontate e studiate. Siccome abbiamo un parco attrezzi e un sacco di immobili da poter occupare, intanto installiamo i pannelli lì.”

“Nel momento in cui ci dovessero essere delle evidenze scientifiche che la produzione agricola può svolgersi regolarmente e in maniera produttiva sotto i pannelli installati a terra, allora possiamo eventualmente aprire una discussione. In questo momento siamo contrari perché non ci sono gli strumenti e non ci sono le evidenze che consentono di affermare che l’agricoltura può continuare.”

Le sfide economiche ostacolano l’avvicinamento dei giovani all’agricoltura

Il giornalista Paolo Dalla Vecchia affronta, poi, il tema relativo all’avvicinamento dei giovani all’agricoltura e al territorio, ponendo l’attenzione sulle difficoltà economiche.

In merito a ciò la presidentessa della CIA dichiara: “Credo che i giovani che decidono di aprire un’azienda agricola in questo periodo, siano da considerare degli eroi, perché ci sono delle oggettive difficoltà: la difficoltà di accesso al credito che non favorisce l’ingresso di giovani agricoltori all’interno del settore.”

“L’acquisto di macchinari e terreni è oneroso; un giovane, se non ha nessuno alle spalle, non ha le possibilità. Infatti, molto spesso, i giovani agricoltori entrano nelle aziende di famiglia. Partire completamente da 0, in questo periodo, è estremamente difficile, anche se bisogna ricordare che la regione Veneto con il “Piano di sviluppo rurale”, dà un contributo a fondo perduto ai giovani che si vogliono avvicinare all’agricoltura. C’è, quindi, qualche aiuto, ma non è sufficiente per avviare e consolidare un’azienda”.

GUARDA ANCHE: Equilibrio tra infrastrutture, agricoltura e ambiente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Disattiva AdBlock per sostenerci

Televenezia ogni giorno mette a disposizione informazioni e contenuti gratuiti. La libertà d'informazione deve essere sostenuta e Televenezia lo fa anche grazie ai banner pubblicitari. Sostienici e disattiva AdBlock