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Veneto: Incidente chimico, importazioni illegali e microcriminalità

I carabinieri di Mestre hanno fermato un ladro che ha saccheggiato la macchinette degli snacks e un ladro gli uffici di una scuola, e per farlo hanno scardinati gli ingressi e poi ancora cronaca

Micro-criminali in azione nel Veneto: a Mestre i carabinieri hanno fermato un cittadino italiano che stava fuggendo assieme ad un complice dopo essere fuggito dal retro degli uffici comunali di Via Ancona.

Scassinavano macchinette

E’ stato trovato in possesso di arnesi da scasso, snacks e una lattina trafugati dalle macchinette all’interno degli uffici. Il processo è stato fissato per il 23 febbraio.

Ladra in una scuola di Favaro Veneto

A prendere di mira gli uffici della Scuola Paritaria Maria Immacolata di Favaro Veneto invece è stata una ragazza.

I militari di pattuglia nella zona l’hanno scoperta e bloccata dopo che era entrata negli uffici forzando la porta dello stabile e dopo aver rovistato nei cassetti e negli armadi rompendo i lucchetti. La donna ha precedenti per furti nel Veneto ed è stata condannata a 10 mesi.

Pericolo acido cloridrico in A4 sventato dal nucleo NBCR Veneto

Allarme ieri sera verso le 18 per la fuoriuscita, lungo la A4 all’altezza di Cessalto in direzione Venezia, di acido cloridrico da un’autocisterna che trasportava ben 29 mila litri della sostanza corrosiva per occhi, pelle e tratto respiratorio.

I Vigili del Fuoco del Nucleo Regionale NBCR, specializzato anche in interventi contro pericoli di natura chimica, hanno travasato la sostanza in un’altra cisterna e messo in sicurezza il mezzo.

L’operazione, che è stata effettuata nella stazione di servizio a ridosso dell’uscita di Noventa di Piave, si è conclusa verso le 22 mentre il tratto di autostrada è stato chiuso.

Carico di bigiotteria non certificata

Continuano inoltre serrati i controlli della Guardia di Finanza nei centri all’ingrosso per fermare le partite nocive alla salute. In queste ore a Padova è stata la volta di un carico di bigiotteria proveniente dalla Cina.

Oltre 15 milioni di pezzi tra collane, braccialetti e catenine senza indicazioni sul materiale usato per produrli. La partita, che sarebbe stata venduta a prezzi competitivi una volta nel mercato, avrebbe inoltre danneggiato i commercianti onesti. E’ scattato il sequestro e la multa di 25 mila euro.

Il governatore Luca Zaia si è complimentato per l’operazione in difesa dei consumatori e della concorrenza leale.

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