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Terza dose: lo scontro parla veneto

L'Italia è ripartita, e il Veneto ancora di più, ma l'orizzonte si offusca con la questione della terza dose e il dibattito sulla questione coinvolge soprattutto leader della regione

Ci sono molti leader veneti che stanno facendo opinione nel mondo Covid in Italia in questi giorni sul tema “terza dose”.

Zaia chiede la terza dose per tutti

Primo fra tutti Luca Zaia, che ha chiesto la conferma per la terza dose per pianificare l’inoculazione a tappeto. La terza dose, ha detto all’Agenzia Vista, deve essere programmata con urgenza agli over 80, per poi scendere per fasce d’età. Per vincere questa battaglia ci servono anticorpi che, però, diminuiscono nel tempo.

È una dichiarazione che arriva nei giorni in cui il fronte No-Vax non abbassa la guardia, manifestando nelle piazza e lungo le strade, in proporzione al ridotto numero degli aderenti, in vista dell’obbligo del Green Pass negli ambienti di lavoro a partire dal 15 ottobre.

Dottor Szumski, sostenitore del fronte No-Vax

Un movimento che trae linfa vitale da un altro veneto, il Dottor Szumski, medico di base e Sindaco di Santa Lucia di Piave, dunque anche autorità sanitaria nel suo territorio. Non si è vaccinato e per curare i suoi pazienti usa i farmaci bocciati dai suoi colleghi. Per aggirare il divieto del 15 ottobre, ha deciso che lavorerà come sindaco per tutto l’inverno, all’interno di un gazebo all’aperto.

Le dichiarazioni di Antonella Viola e Andrea Crisanti

Ci sono altri due autorevoli personaggi veneti che stanno pilotando l’opinione pubblica in queste ore. La virologa Antonella Viola che ha twittato: “era ora di aprire cinema e teatri, dobbiamo iniziare una convivenza con il virus che diventerà endemico. Dobbiamo fidarci dei vaccini, ormai quasi tutti sono immunizzati.”

Infine Andrea Crisanti si è dichiarato deluso per la ridotta efficacia nel tempo dei vaccini. Ritiene la terza dose una scelta obbligata nel tempo. Intanto, le ASL, si stanno preparando a somministrarla dagli 80 in su, al personale e agli ospiti delle case di riposo, assieme al vaccino anti-influenzale. Ad ora sono disponibili 1.600.000 dosi.

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