Terapia intensiva di San Donà: migliorata la privacy dei pazienti

Con un investimento di circa 100 mila euro in questi giorni è stato ultimato il restyling della terapia intensiva, o rianimazione, all’ospedale di San Donà di Piave.

“Il motivo principale che ci ha portato al rifacimento di questo reparto ad alta intensità di cure è la  ricerca di una maggiore umanizzazione del servizio, sia a favore dei pazienti che dei loro familiari – spiega il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza – . Abbiamo dato quindi particolare attenzione nell’assicurare la privacy del paziente, anche durante le visite dei familiari. Ciascun letto è “protetto” con apposite barriere divisorie amovibili, il personale del reparto può contare su un nuovo bancone operativo che garantisce un migliore isolamento tra area informatica e quella delle cure intensive, e una maggiore ergonomicità”.

Il restyling

E’ stata inoltre migliorata l’informatizzazione della terapia intensiva, la quale dispone ora di nuovi computer e di un collegamento telematico per il monitoraggio in tempo reale dei parametri vitali dei pazienti ricoverati nell’omologa struttura all’ospedale di Portogruaro; la cartella clinica di ciascun paziente è informatizzata.

“Un restyling assolutamente necessario – aggiunge il direttore della terapia intensiva, dottor Toffoletto – che ci ha permesso di migliorare l’ambito ambientale/lavorativo in modo tale da garantire una degenza che possa venire incontro più possibile alle esigenze dei pazienti e allo stare insieme ai propri cari”.

La terapia intensiva

La terapia intensiva di San Donà di Piave è stata tra le prime in Veneto ad essere “aperta”, ossia a consentire un orario prolungato di visita per i familiari dei pazienti; l’accesso al reparto è possibile tutti i giorni dalle ore 14 alle ore 20, in casi particolari anche nel resto della giornata.

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