Francesco Baccini: il consumismo fa a botte con l’arte. L’intervista

È curiosa e d’impatto l’intervista del cantautore Francesco Baccini: è stato intervistato da Oscar Cacace nel suo programma Jump, in onda ogni weekend su Radio Venezia . L’ospite racconta di come non si sia pentito di aver scelto di abitare nelle campagna del Lago di Como invece che a Milano, sopratutto ora che vivere in spazi aperti è diventato un bisogno per molti. Poi si esprime riguardo al Festival di Sanremo. Musica e televisione hanno due grammatiche differenti, possono coesistere ma non come accade durante il festival.

La musica non è una gara. È sicuro che levando la competizione si registrerebbero molti meno ascolti. Il pubblico è interessato maggiormente al conflitto e sempre meno alle canzoni. Il problema è come la televisione si basa sul sistema delle raccomandazioni. Insomma c’è poco di meritocratico nelle leggi del mercato. Il consumismo fa a botte con l’arte.

Progetti post quarantena di Francesco Baccini

Nel settore della musica si vive sopratutto di concerti ma ci vorrà del tempo prima di poterne organizzare ancora. Nella vita se non rischi non ottieni nulla. Per questo motivo prima che scoppiasse la pandemia, Francesco Baccini aveva portato a compimento un progetto come attore e produttore della colonna sonora di un film drammatico con Massimo Bonetti come protagonista.

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