Enrico Marchi descrive quella che ritiene essere la forma più vantaggiosa di turismo e ci parla dello stato attuale dell’aeroporto di Verona.

Secondo il presidente del Gruppo SAVE i cinesi non rappresentano una minaccia ma anzi una grande possibilità di guadagno grazie ad un turismo di qualità.

I passeggeri che arrivano in aereo sono secondo lui molto più interessanti per la città di quanto non lo siano i turisti giornalieri.

Questi ultimi infatti non lasciano qualcosa di altrettanto sostanzioso sul territorio come gli altri che vanno a mangiare al ristorante, a dormire in albergo, a visitare musei e così via.

Tra i vari eventi che attirano visitatori di qualità la conduttrice Maria Stella Donà e Marchi si concentrano sulla rinomata Biennale di Venezia.

Essa porta al “Marco Polo” numerosi aerei privati che vengono anche fatti atterrare in altri aeroporti, come quelli di Bologna, Trieste e Verona.

Tutti gli aeroporti che fanno parte del Polo Aeroportuale del Nord Est nel dettaglio stanno bene, compreso quello veronese (il “Valerio Catullo”).

Il campanilismo con cui lì l’aeroporto di Verona viene difeso è secondo Marchi obsoleto, nonché ingiustificato vista la sua continua crescita sotto il Gruppo SAVE.

Tale difetto rappresenta un grosso limite dell’italia e a maggior ragione Marchi si dice orgoglioso di aver dato vita ad un Polo che è andato a coniugare così tante piccole realtà in un unico gruppo.

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