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L’addio a Giulia, il discorso del papà Gino Cecchettin

Gino Cecchettin: "la morte di Giulia sia una svolta, basta alla violenza sulle donne. Gli uomini siano i primi a cambiare"

Gino Cecchettin, al termine del funerale della figlia Giulia nella basilica di Santa Giustina a Padova, ha sintetizzato il dolore per quella “tempesta terribile” che si è abbattuta sulla sua famiglia, già provata per la recente scomparsa della madre Monica.

L’addio a Giulia Cecchettin

Un discorso vissuto, intenso, che sarà stato sicuramente molte volte rivisto, corretto e riscritto alla ricerca delle parole giuste, delle sfumature per dare il senso profondo dell’amore di un padre per l’ultimo saluto alla figlia, sparita, poi trovata morta, uccisa, dall’ex.

“La vita della mia Giulia è stata sottratta in modo crudele, ma la sua morte può, anzi, deve essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne. Grazie a tutti per essere qui oggi, che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme per creare un mondo in cui nessuno debba mai temere per la propria vita. Vi voglio leggere una poesia di Kahlil Gibran che penso possa dare una reale rappresentazione di come bisognerebbe imparare a vivere”

La poesia letta da Gino Cecchettin durante il funerale della figlia Giulia

“Il vero amore non è ne fisico ne romantico.
Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.”

Gino Cecchettin: “Aiutateci ad imparare a danzare sotto la pioggia”

“Cara Giulia, è giunto il momento di lasciarti andare. Salutaci la mamma. Vi penso abbracciata a lei e ho la speranza che strette insieme, il vostro amore sia così forte da aiutare Elena, Davide e anche me, non solo a sopravvivere a questa tempesta di dolore che ci ha travolto, ma anche ad imparare a danzare sotto la pioggia. Noi tre che siamo rimasti vi promettiamo che un po’ alla volta impareremo a muovere i passi di danza sotto questa pioggia.”

Il papà di Giulia: “Io non so pregare, ma so sperare”

“Cara Giulia, grazie per questi 22 anni che abbiamo vissuto insieme e per l’immensa tenerezza che ci hai donato. Anch’io ti amo tanto e anche Elena e Davide ti adorano. Io non so pregare, ma so sperare. Ecco, voglio sperare insieme a te e alla mamma, voglio sperare insieme a Elena e Davide e voglio sperare insieme a tutti voi qui presenti. Voglio sperare che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e voglio sperare che un giorno possa germogliare e voglio sperare che produca il suo frutto di amore, di perdono e di pace. Addio Giulia amore mio”

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