Servizi Economia e società

Il vino senza alcol, la nuova proposta per l’Italia

Un'analisi delle proposte innovative e delle critiche riguardo al futuro del settore vinicolo europeo, la produzione di vino senza alcol e le reazioni dei leader del settore

Il mondo del industria vinicola sta affrontando una svolta interessante. Protagonista è Ignacio Sanchez Recarte, segretario generale del Comité Européen des Enterprises Vins (Ceev), partecipe alla presentazione della 56ª edizione del Vinitaly a Bruxelles. Qui ha suggerito di considerare il futuro del vino senza alcol come una possibile direzione per il settore. Segue il commento di Luca Zaia a riguardo.

Una proposta vinicola che sfida il Parlamento Europeo

Questa proposta non è solo una provocazione, ma rappresenta una vera e propria sfida. A maggior ragione, la scelta del Parlamento Europeo come sede per questo dibattito non è stata casuale. Infatti, lo stesso presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha dichiarato: “Questi sono i luoghi in cui si decidono i destini del settore.”

Ha anche criticato alcuni provvedimenti proposti, come le etichette che equiparano il vino alle sigarette, sostenendo che esse non forniscono informazioni utili ai consumatori ma generano solo timori ingiustificati.

I dati in calo nel mondo del vino italiano

Queste proposte potrebbero minare seriamente un settore di vitale importanza per l’economia europea. In Italia, ad esempio, l’industria vinicola vale 14 miliardi di euro, con un significativo contributo all’export (7,8 miliardi) e un’ampia base occupazionale.

Tuttavia, ci sono segnali preoccupanti, come il recente calo nell’export del vino italiano: -1% nei volumi (21,4 milioni di et-tolitri) e -0,8% nei valori, a poco meno di 7,8 miliardi di euro. Anche nella produzione vitivinicola: la vendemmia 2023 è stata la più “leggera” dal Dopoguerra, con -23,2% sui volumi 2022.

Approccio proattivo al Vinitaly

La crescente preoccupazione per la salute ha portato a un cambiamento di atteggiamento nei confronti del consumo di vino, una bevanda che una volta era considerata un simbolo di convivialità. Questo cambio di “sentiment” ha spinto la comunità vinicola a valutare nuove strategie, tra cui la produzione di vino senza alcol.

Il Vinitaly, fiera di rilievo nel settore, sta affrontando queste sfide con un approccio proattivo. Il 15 aprile, in occasione della prima giornata nazionale del Made in Italy, presenterà uno studio sull’impatto socio-economico che l’Italia subirebbe se il vino dovesse scomparire. Il titolo della ricerca è “Se tu togli il vino all’Italia, un tuffo nel bicchiere mezzo vuoto”. È una realtà tangibile, un tempo forse inimmaginabile; ora sembra essenziale valutare altre prospettive per il destino dell’industria.

Dibattito tra Sanchez e Zaia sul futuro del vino

Sanchez commenta: “Come sarebbe l’Italia, ma anche l’Europa, senza vino? Molto più triste. È in atto una demonizzazione del settore.”
Rimane, però, convinto che non serve subire, meglio attaccare e propone un’azione propositiva per affrontare le sfide attuali e garantire un futuro sostenibile per l’industria del vino europeo.

Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, invece dichiara: “Il vino senza alcol non è vino. Non lo è giuridicamente, né storicamente. Il vino senza alcol è una bevanda che non c’entra nulla. Se qualcuno vuole fare bevande, è libero di farle.”

GUARDA ANCHE: La tassa di imbarco, posizioni contrastanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Disattiva AdBlock per sostenerci

Televenezia ogni giorno mette a disposizione informazioni e contenuti gratuiti. La libertà d'informazione deve essere sostenuta e Televenezia lo fa anche grazie ai banner pubblicitari. Sostienici e disattiva AdBlock