Appena cinque giorni fa è stata inaugurata la cittadella degli alberghi in via Ca’ Marcello e già gli autobus che portano a Venezia sono stracarichi.

L’effetto dell’intreccio pendolari e pernottanti era stato ampiamente previsto, ma Actv deve lavorare sui numeri.
Nello scorso fine settimane nelle fermate a ridosso di via Ca’ Marcello sotto le pensiline stazionavano decine di persone, nonostante sabato fosse pure una giornata di maltempo.

I bus arrivavano già stipati e pochi riuscivano a salire. I turisti sono riconoscibilissimi, solitamente per l’abito in short e infradito, ma anche per la disinformazione perché non sanno che esistono linee alternative a quelle canoniche.

Finiscono dunque con l’intasare le corse usate dai pendolari spesso camerieri, cuochi, commessi e impiegati, che raggiungono il centro storico e stiamo parlando di autosnodati e cioè doppi.

L’odiessea

L’odissea inizia dunque all’altezza della stazione ferroviaria di Mestre, quando si deve attendere anche mezz’ora per salire sul primo mezzo utile e una volta saliti si deve fare a gomitate per passare tra trolley, borse e gli zaini in spalla.

E quando si deve tornare sulla terraferma e subito dopo il ponte della libertà c’è un altro imbuto da affrontare, la fermata della Fincantieri, che negli orari di punta accoglie decine di operai a fine turno, che aspettano di salire a bordo, ma quando il mezzo e congestionato tutto diventa problematico.

2000 posti letto in Via Ca’ Marcello

Del resto i quasi duemila posti letto a disposizione in via Ca’ Marcello dal 20 giungo sono un bel salto. Ora si tratta di ottimizzare.

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