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Vecchioni: nuovo disco con inediti e 40 canzoni

L'indimenticabile cantautore di moltissime tra le più celebri canzoni della musica italiana, come ''Luci a San Siro'', ha annunciato il suo nuovo disco. Si parla di un album di 40 canzoni, anche con 8 inediti.

Non poteva esserci notizia migliore per iniziare questa giornata, Vecchioni ha annunciato il suo nuovo disco. Si parla di un album di 40 canzoni, anche con inediti.

La pausa nel periodo Covid

L’indimenticabile autore e cantautore di moltissime tra le più celebri canzoni della musica italiana, come ”Luci a San Siro”, si era preso un periodo di pausa causa pandemia, spiegato così dallo stesso Vecchioni

“Durante tutto il periodo del Covid non ho avuto mai voglia di scrivere canzoni: ci vogliono stimoli, incontrare persone, leggere. Ora comincia ad arrivare qualcosa e un paio di cose le ho già fatte, ma vorrei creare qualcosa di mastodontico. ”

Così continua Roberto parlando del nuovo album ad un congresso di Uil Scuola

Vorrei fare un disco con almeno 40 canzoni: 15-20 sono di altri cantanti che mi piacciono, anche sconosciuti: Renoir di De Gregori, E vene ‘o sole’ di Modugno, Almeno tu nell’universo, Tutt’al più di Patti Pravo. Poi ci metto dentro 8 inediti e altre canzoni, arrivando a 40″.

Le parole d’amore e nostalgia di Roberto Vecchioni sulla scuola

“La notte prima di andare in pensione ero ferito, non è nulla l’università rispetto al liceo, il liceo è umanità, i ragazzi sono uno diverso dall’altro. Il liceo è una avventura continua, quando insegnavo mi dicevo ‘domani vado a scuola’, e lo pensavo con un senso di gioia. E pensavo a cosa avrei detto e a cosa avrei fatto. non ero un insegnante ‘comodo’, con me bisognava studiare.

Allora, quel mio ultimo giorno di insegnamento al liceo, ricordo che andai con la chitarra a scuola e poi sono arrivati da tutte le classi, è stato un giorno bellissimo ed è nata “Sogna ragazzo sogna”. Mi è dispiaciuto che, essendo io un uomo, è venuta una canzone maschile, invece doveva comprendere anche le ragazze, ma loro me lo hanno perdonato. Avevo studentesse intelligenti: sono molto più avanti, mai avuta una classe in cui il primo della classe fosse un maschio, i ragazzi sono più difficili, anche nell’eloquio. Poi arriva la vita, che è maschilista, e sono cavoli”

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