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Mirano: città di boschi e di ville

Questa città ricca di storia e cultura racchiude in sé monumenti storici, fiumi, chiese e campanili millenari. Una città proattiva che fa di tutto per rinnovarsi e ristrutturarsi

Mirano è così bella curata e accogliente che vien subito voglia di abitarci. E deve aver fatto lo stesso effetto anche ai veneziani della serenissima che proprio qui amavano villeggiare come testimoniano le numerosissime ville patrizie. Certo le origini di Mirano si spingono molto più indietro nel tempo e il tracciato stradale che segue la scansione del graticolato romano ne è la prova. Ma fu senza dubbio la repubblica di san marco a connotare l’identità materiale e immateriale di questo territorio fertile e ricco di corsi d’acqua.

Queste sono le parole dello storico Gianni Caravello

“A Mirano uno dei comuni forse più ricchi di ville; dopo la Riviera del Brenta naturalmente. Si sono contate 79 ville Venete. Se ne conservano ancora molte. Il centro storico di Mirano è caratterizzato da quattro ville venete con i loro parchi storici. Più altre che però hanno perso un parco storico. E Mirano infatti è detta città verde perchè conserva questi parchi storici di queste ville. Proprio nel centro storico. Siamo in via Giudecca; dove addirittura un tempo c’erano 6 ville. Tutte qui ravvicinate. C’era un corso d’acqua qui che scorreva e adesso è stato interrato. Data la presenza dell’acqua si sono sviluppate anche le ville Venete. Questa che abbiamo di fronte è villa Barbarigo Lassotovich; dove intorno alla metà del ‘600 c’era ospite il cardinale Gregorio Barbarigo. Il quale ha ospitato in questa villa un matematico; allievo di un allievo di Galileo Galilei.”

“Quello che si vede sullo sfondo, è lo sbarramento dei mulini di sopra. Di sopra significa che a valle ci sarà un altro sbarramento, detto appunto “Mulini di sotto”. Qui si servivano in epoca medievale per mantenere il livello dei fossati che difendevano l’isola su cui sorgeva il castello e il borgo di Mirano.”

Villa Belvedere

“Siamo nel parco di Villa Belvedere, parco comunale. Anche la villa è comunale. Alle mie spalle abbiamo il cosiddetto castelletto. Un’opera realizzata alla metà dell’800 dal proprietario di allora Barzizza. Come andava di moda all’epoca; costruivano un laghetto, una montagnola con delle grotte, e un castelletto sopra. Con delle rovine poi a fianco che non hanno niente di originale ma sono solo come arredamento a tutto l’insieme. Una ricostruzione di rovine. Abbiamo qui di fronte la cosiddetta oggi ‘Villa Belvedere’. In origine però fu costruita dai Bollani. Proprietari di un terzo dei mulini di sopra. E autorizzati dagli altri proprietari, hanno costruito la villa.”

Villa Giustinian Morosini

Continua Gianni Caravello: “Ora siamo nel parco, sempre comunale di Villa Giustinian Morosini; detta ultimamente Villa XXV Aprile. Costruita da Lorenzo Giustinian nella metà del ‘600. Giustinian di San Moisè. Il ramo però dei San Moisè si estinse verso la fine del ‘700. Nel 1967 invece il comune l’acquistò e ne fece il parco. Attualmente uffici pubblici. La Bachessa adibita a mostre. Anche la villa eventi vari.”

Un capitolo importante nella storia di Mirano è quello lasciato dai Tiepolo dal padre Giambattista e dal figlio Giandomenico che proprio nella frazione di Zianigo realizzarono la loro dimora di campagna.

Interviene così Silvia Pegoraro, volontaria ACLI Mirano

“Il Miranese è comunque importante per il Tiepolo perchè con i proventi dei lavori che hanno fatto a Wulfsburg, hanno comprato la loro casa di campagna a Zianigo. Infatti soprattutto Giandomenico si era integrato benissimo nella vita sociale comunque, sia di Miriano che di Zianigo. Infatti ci sono sue opere sia nella chiesa parrocchiale di Zianigo che di Mirano. Il tutto oltre ad aver affrescato tutta la villa di Zianigo. Sfortunatamente nella villa di Zianigo non è rimasto quasi più niente perchè i francesi hanno strappato tutti gli affreschi per portarli in Francia. Fortunatamente la vendita è stata bloccata e adesso tutti gli affreschi si trovano a Ca’ Rezzonico, museo del ‘700 veneziano, a Venezia.”

Ma Mirano non si ferma mai. L’anima di questa città è dinamica e operosa, sensibile all’arte e alla conservazione del paesaggio. Tantissimi sono i progetti di restauro e riqualificazione.

Le opere di restauro di Mirano

Maria Rosa Pavanello, sindaca di Mirano:” Intanto siamo molto orgogliosi di poter sostenere la ristrutturazione del campanile. Ricordiamo anche ai cittadini e alle cittadine del nostro territorio che l’orologio è il certificato che in realtà lo ha praticamente finanziato sin dall’inizio, l’amministrazione comunale, il comune di allora. C’era stato anche un intervento di ristrutturazione. Adesso co-partecipiamo con una somma abbastanza importante di cinquanta mila euro per il restauro del campanile.

Nel contempo c’è un importante progetto di riqualificazione di un’area importante nel nostro centro in Via Barche. Viene completamente risistemata la piazzetta dei mulini e anche con delle sedute che in qualche modo ci permettono di ammirare il Fiume Muson che è proprio un fiume sul quale ci sono dei progetti importanti. Ad esempio anche il recupero della sua storia, visto tutto questo interesse dell’acqua, del fiume e dei legami con Venezia. E’ un tema molto importante. La nostra città ha trovato un po’ di risorse pubbliche. Poi abbiamo centomila euro di contributo regionale e poi duecentosessantamila dalla parte comunale.”

E poi i boschi, che a Mirano non mancano e che anzi, sono in via d’espansione.

Maria Rosa Pavanello racconta la piantumazione di Mirano

“Uno ha già iniziato. Riguarda molto con il mondo del volontariato. E’ stata la piantumazione di milleduecento alberi. Sono serviti per l’ampliamento del parco Morvillo Mirano, dedicato a Francesca Morvillo. Questo poi confina con Viale Venezia. La piantumazione è stata fatta a metà novembre. Invece gli altri novemila alberi dell’ampliamento del Parauro partiranno i lavori di sistemazione del terreno e poi quant’altro e la piantumazione. Saranno tutti realizzati a marzo del 2022. L’altra buona notizia è che ci sarà un bosco urbano che è appena stato finanziato dal Ministero della Transizione Economica che è una prima parte di quella che doveva essere il passante verde. Sarà lungo il Fiume Menegon.”

Ci congediamo ma solo momentaneamente da Mirano con l’immagine di Piazza Martiri Della Libertà, quello unico e perfetto che tutti gli invidiano. A presto splendida Mirano.

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