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Estate sulle spiagge venete: “È andata bene”. Il bilancio

Sono giorni di bilancio per le spiagge della costa veneta e i sindaci e gli albergatori brindano ad una stagione che non si aspettavano e che i sembrava partita male. La svolta è stata data dai vaccini su questo sono tutti concordi politici e operatori turistici

Sono giorni di bilancio dell’estate sulle spiagge delle coste venete. I sindaci e gli albergatori brindano a una stagione che non si aspettavano, e che sembrava partita male. La svolta è stata data dai vaccini, e su questo sono tutti concordi, i politici come gli operatori turistici.

Le parole di Alberto Maschio sull’estate

Così è intervenuto il coordinatore Federalberghi Venetajeso Alberto Maschio sulla chiusura di questa stagione: “Siamo partiti con la vendita delle nostre camere con 2 mesi di ritardo rispetto alla norma. Il ritardo è dovuto senz’altro al regime di incertezza dato dalla situazione pandemica, e che abbiamo provato a combattere fin da subito. Quando poi la politica ha iniziato a parlare di vaccini anche in un’ottica di vacanze, si è registrata una vera e propria impennata. Da metà giugno fino all’inizio di settembre i numeri sono cresciuti esponenzialmente.”

Va detto che l’intera filiera turistica nazionale ha beneficiato della scelta della maggior parte della popolazione di andare in località del proprio paese. Di conseguenza, di privilegiare l’auto all’areo, e di puntare a mete più facilmente raggiungibili su gomma, come il Veneto, preso d’assalto anche da tedeschi e austriaci. C’è però un’area in cui si è registrata anche una sofferenza: quella del reperimento del personale. Secondo gli albergatori, questa non si sarebbe creata solo a causa del reddito di cittadinanza o del covid. La ricerca di camerieri qualificati è diventata difficile già da qualche anno.

L’intervento di Massimiliano Schiavon

Si è espresso su questo tema Massimiliano Schiavon, presidente Federalberghi Veneta: “Il nostro settore deve ritornare a essere attraente anche per i giovani. In questo momento, segue evidentemente un modello che non lo è. Va quindi ripensato, non solo in un’ottica futura per le nuove generazioni, ma anche come modello di business, per le dinamiche a cui abbiamo assistito questa estate. Per soddisfare gli standard di qualità che ci vengono

sempre più richiesti, avremo bisogno di un personale quanto più formato e professionale. Questo è un lavoro che si fa a tre mani. Ovvero, in accordo con le associazioni di categoria, con i sindacati ma soprattutto lo Stato, fino a poco fa grande assente del nostro settore.”

Il covid ha avuto l’effetto di spingere gli operatori turistici a fare squadra con il mondo politico. Ma ora deve riflettere su come dovrà agire questa nuova generazione di sopravvissuti, uscita da 2 anni difficili, per far fronte alla nuova concorrenza internazionale.

Roberta Nesto sul futuro del settore

Commenta così Roberta Nesto, presidente Conferenza dei sindaci del litorale veneto, intervistata ai nostri microfoni: “Sicuramente ha premiato la serrata collaborazione che abbiamo avviato a livello locale. Tuttavia non basta e non può bastare. Pertanto, per il futuro dovremo pensare di allargare questa rete per il cui supporto lo Stato dovrà fornirci sufficienti risorse.”

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