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Negramaro: nuovo tour, questa volta a teatro

A teatro il rapporto tra cantante e pubblico è unico. Questa è la nuova dimensione che vedrà protagonisti i Negramaro

A teatro la musica prende tutto un altro significato e il rapporto tra cantante e pubblico è unico. Questa è la nuova dimensione che vedrà protagonisti i Negramaro, dopo 15 anni in palazzetti e stadi, per l'”Unplugged European tour 2002″.

Partenza e tappe

Cominciato il 28 settembre a Saint Vincent, il tour prevede 41 live e toccherà, da novembre, dieci principali capitali europee con un repertorio riarrangiato. Un tour teatrale ma anomalo poichè ogni spettacolo alterna l’essenzialità richiesta dal teatro a momenti complessi e, talvolta, anche a un silenzio emozionante dopo alcune canzoni.

Nuove idee per il tour

E’ così che la band sceglie di “tornare alla vita”, dopo tre anni dettati dalla pandemia e dalla solitudine, ma durante i quali, a novembre 2020, è uscito un album, significativamente intitolato “Contatto”.
E tornano alla vita da vera rock band: suonando e cantando. Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro, si è preparato ad affrontare vocalmente la dimensione teatrale e suonerà molto di più, compresa la chitarra classica, in una sorta di tributo a Pino Daniele. Nel lavorare sul tour la band ha sperimentato nuove possibilità da aggiungere alla loro esperienza ormai ventennale.

La scaletta prevede gran parte dei loro più grandi successi (“La cura del tempo”, la cover di “Meraviglioso”, “Estate”, “Via le mani dagli occhi”) ma in versione unplugged, suonate davanti ad un pubblico seduto e ancor più concentrato a vivere quest’esperienza. Non abbandonano però il passato, quando loro, ma non solo, complici Afterhours e altri, fecero scoprire la nuova scena italiana in un tempo in cui i social ancora non avevano la diffusione che hanno oggi.

Il rapporto dei Negramaro con i social

Proprio con i social la band ha un rapporto di amore ed odio, poichè, pur essendo attenti ai numeri, delle copie vendute e degli spettatori, ritengono un’ingiustizia il fatto che la carriera di un nuovo artista possa essere decisa dalla quantità di interazioni o dai commenti sui social, quando, al di fuori di essi, “potrebbe avere grandi possibilità”. La chiamano la “Commentocrazia” di oggi e da essa si discostano il più possibile. Nel tour portano una canzone, “Dalle mie parti”: un dialogo ideale tra chi è nato dalla parte fortunata del Mediterraneo e chi, invece, rischia la vita per attraversarlo. “Vediamo cinismo, cattiveria sul web: salvare una vita umana non è di sinistra, né di destra, né di centro – spiega Sangiorgi -: è solo essere umani, lo farebbe anche Salvini se ci si trovasse. Io, da parte mia canto, sono un cantante. Ed è la canzone il mio post”.

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