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Roberto Benigni e Nicoletta Braschi: un “amore a eterna vista”

Il discorso di Benigni dedicato alla moglie Nicoletta Braschi durante la consegna del Leone alla carriera a Venezia 2021 ha emozionato tutti

Il discorso di Roberto Benigni dedicato alla moglie Nicoletta Braschi durante la consegna del Leone alla carriera a Venezia 2021 ha emozionato tutti. Ripercorriamo la storia di questa coppia, insieme da 40 anni, il sodalizio artistico e il matrimonio. “Io conosco solo una maniera di misurare il tempo, con o senza di te”.

Il discorso di Benigni alla Mostra del Cinema

Il discorso di Roberto Benigni quando ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla 78esima Mostra di Venezia ha commosso tutti, specialmente per le dolcissime parole nei confronti di Nicoletta Braschi. Moglie, compagna di vita decennale, sodale e Musa ispiratrice di tutto il suo cinema da regista. “La sua Beatrice”, come l’ha definita Jane Campion, chiamata a introdurre la premiazione.

L’amore tra Roberto Benigni e Nicoletta Braschi

Nata a Cesena nel 1960, Nicoletta Braschi ha conosciuto Roberto Benigni dopo essersi trasferita a Roma per studiare all’Accademia d’arte drammatica. Un amore a prima vista, come dirà lui stesso 40 anni dopo a Venezia: “Veniva a prendermi all’Accademia e andavamo al cinema quasi tutti i giorni; quando si riusciva anche a teatro. Ci passavamo i libri”, aveva raccontato lei.

Nicoletta ha lavorato con lui fin dal 1983, nel film Tu mi turbi, ha recitato insieme a Benigni nel film Daunbailò di Jim Jarmusch ed è stata la protagonista e Musa di tutti gli altri suoi film: Il piccolo diavolo, Johnny Stecchino, Il mostro, La vita è bella, Pinocchio, La tigre e la neve. Il matrimonio è arrivato il 26 dicembre 1991. I due non hanno avuto figli, forse per una decisione precisa: “Sto bene così. Forse non ho senso materno”, fu l’unica dichiarazione di lei a riguardo.

La carriera di Nicoletta Braschi

La Braschi non è però solo la donna al fianco del regista premio Oscar e la star dei suoi film. Nella sua lunga carriera ha lavorato a teatro ed è stata diretta da grandi registi come Marco Ferreri (Come sono buoni i bianchi), Bernardo Bertolucci (Il tè nel deserto), Paolo Virzì (il cult Ovosodo), Francesca Comencini (Mi piace lavorare), Alice Rohrwacher (Lazzaro felice). Ha vinto il Ciak d’oro per La vita è bella e il David per Ovosodo, inoltre è Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana e ha un Dottorato Honoris Causa in Legge presso l’Università di Toronto.

L’unica volta che Nicoletta non seguì il suo Roberto

Lei e Benigni non si sono mai separati. Lui raccontò un curioso aneddoto: “Solo una volta non mi seguì. Fu per un’influenza. Eravamo invitati da papa Giovanni Paolo II alla proiezione della Vita è bella in Vaticano. Qualche tempo prima per averlo chiamato “Wojtilaccio” finii in processo per oltraggio alla religione di stato e vilipendio, e fui condannato a pagare un milione di multa alla Santa Sede, ma lui neanche se lo ricordava.”

“C’erano una quarantina di suore polacche elegantissime, qualche cardinale, pioveva, e quando lui arrivò in pantofole rosse, intorno si alzò come una ola divina. “E la moglie?”, mi chiese. “Eravamo a Los Angeles e lì è rimasta, il medico le ha detto che stava talmente male da non poter rientrare, neanche l’avesse chiesto il Papa”. Ero serio, scoppiò a ridere, poi finita la proiezione rimase in silenzio e mi disse: “Mi hai fatto piangere, c’è tutta la mia vita lì dentro””.

Il discorso di Roberto Benigni a Venezia 2021

Alla consegna del Leone d’oro alla carriera, Roberto Benigni ha reso omaggio al presidente Sergio Mattarella, presente in Sala Grande, ha ringraziato tutti i grandi registi che l’hanno diretto, da Fellini a Troisi, per poi rivolgere queste parole alla moglie, visibilmente commossa dietro mascherina e occhiali scuri. Una dichiarazione d’amore dolcissima che è già nella storia del festival:

“Non posso neanche dire “dedico questo premio a”. Concedetemi qualche momento per dedicare alcune parole a una persona che è all’apice dei miei pensieri, che, come dice Dante “imparadisa” la mia mente. La mia attrice prediletta Nicoletta Braschi, alla quale non posso nemmeno dedicare questo premio, perché questo premio è suo. È tuo, ti appartiene, lo dedicherai tu a chi vorrai. Abbiamo fatto tutto insieme per 40 anni, produzione, interpretazioni, ideazioni dei film. Quanti film abbiamo fatto? Come si fa a misurare il tempo in film? Io conosco solo una maniera di misurare il tempo, con o senza di te.”

“Ce lo possiamo dividere questo Leone, io mi prendo la coda e a te lascio le ali. Se qualche volta nel lavoro che ho fatto qualcosa ha preso il volo è grazie a te, al tuo talento, al tuo mistero, al tuo fascino, alla tua bellezza, al tuo talento di attrice, alla tua femminilità. Le donne sono un mistero senza fine che non comprendiamo, aveva ragione Groucho Marx a dire che “gli uomini sono donne che non ce l’hanno fatta”.

E conclude: “Se qualcosa di buono l’ho fatto nella mia vita è stato sempre attraversato dalla tua luce. La prima volta che ti ho conosciuto emanavi talmente tanta luce che ho pensato che Nostro Signore avesse voluto adornare il cielo di un altro sole. È stato proprio un amore a prima vista, anzi a ultima vista, anzi a eterna vista.”

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