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Laura Pausini si rifiuta di cantare Bella Ciao

Ospite dell'ultima puntata del talk show spagnolo "El Homiguero" Laura Pausini ha rifiutato di cantare l'inno della Resistenza italiana

Laura Pausini finisce nel mirino delle critiche ancora una volta. Durante l’ultima puntata del talk show spagnolo El Homiguero la cantante ha rifiutato l’invito del conduttore di cantare “Bella ciao”, canzone inno della Resistenza contro il fascismo.

Laura Pausini e la polemica del collettivo anticastrista di Miami

Non è la prima volta che la conduttrice di Eurovision 2022 è al centro di un dibattito polemico per delle presunte prese di posizione in ambito politico. A maggio, infatti, il collettivo anticastrista di Miami l’aveva accusata di filocomunismo a seguito di una foto scattata nel 2018 dove la Pausini appariva in compagnia di alcuni membri del controspionaggio cubano. La reazione era stata violenta: i manifestanti si erano dati alla distruzione dei cd della cantante tramite l’uso di rulli compressori e sollevando cartelli con messaggi del tipo: “Laura Pausini, castrista, comunista, amica di Díaz-Canel”

Laura Pausini: Bella Ciao “è una canzone molto politica”

La Pausini stava partecipando a un gioco dove i concorrenti avrebbero dovuto cantare un testo in cui comparisse, almeno una volta, la parola “corazon”. Inizialmente l’artista dei record italiana ha optato per canzoni in spagnolo, lingua che per altro conosce molto bene. Ha poi provato a intonare Cuore Matto di Little Tony, ma in studio nessuno aveva mai sentito la canzone. Il conduttore Pablo Motos ha dunque invitato la Pausini a esibirsi sulle note di Bella Ciao, ma la cantante ha declinato. “È una canzone molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche” ha spiegato ignorando il coro del pubblico e proseguendo con il gioco.

Le reazioni dei social: dalla deputata Adriana Lastra al parlamentare Ibàn Garcìa

La deputata socialista Adriana Lastra ha commentato l’episodio con un tweet: “Rifiutarsi di cantare una canzone antifascista dice molto della Signora Pausini e niente di positivo” attestandosi sulla stessa linea di pensiero del parlamentare europeo Ibán García che ha commentato sarcasticamente: “Né con i democratici, né con i nazisti. Uguale”.

“Bella Ciao” è la canzone simbolo della Resistenza italiana, momento importantissimo della storia nazionale e  degno di essere ricordato continuamente. Negli ultimi tempi l’inno è stato sdoganato anche all’estero, grazie al successo riscosso dalla serie tv spagnola La Casa di Carta perdendo in parte il suo vero significato simbolico in cambio di un’interpretazione più global e mainstream. Un’arma a doppio taglio, insomma.

Dopo i fatti di maggio la scelta di restare lontana da ogni possibile polverone mediatico di derivazione politica può essere comprensibile. Il web spesso presenta una doppia faccia, è incoerente e difficile da trattare. Pensare che solo poco tempo fa abbondavano i commenti negativi sotto ogni video in cui la medesima canzone veniva utilizzata, cantata, suonata per scopi diversi da quello in memoria della Liberazione dal Fascismo.

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