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Ligabue, arriva la sua serie: “Mi racconto oltre il palco”

A partire dal 12 ottobre, "Ligabue - È andata così". La serie, composta di 7 capitoli, racconterà la carriera del rocker su e giù dal palco. "E anche per sfatare un mito: che io sia riservato. Nelle mie canzoni ho raccontato tanto di me"

A partire dal 12 ottobre sarà disponibile su RayPlay “Ligabue – È andata così”. La serie, composta di 7 capitoli, racconterà la carriera del rocker su e giù dal palco, insieme ai 30 anni di storia italiana che la musica dell’artista emiliano ha accompagnato. “E anche per sfatare un mito: che io sia riservato. Nelle mie canzoni ho raccontato tanto di me”.

Liga, ma non solo

Insieme al Liga, a tenere il filo della narrazione tra aneddoti e ricordi ci sarà Stefano Accorsi. Amico, complice, confidente e voce narrante nei panni di un deejay (nonché protagonista dei suoi film Radiofreccia e Made in Italy). “Luciano è sorprendente – racconta l’attore – e con lui non ci si annoia mai. Mi auguro che la nostra collaborazione continui anche in altre forme. Io ci sono”. E Ligabue sembra aver già raccolto l’invito dell’amico: “In chiusura della serie ci facciamo una promessa su quello che faremo in futuro”.

A tracciare il ritratto dell’artista anche tanti amici e colleghi, da Francesco De Gregori a Mauro Coruzzi, passando per Linus, Federico Poggipollini, Walter Veltroni. E non ci sono solo i successi, i fan adoranti, gli stadi stracolmi, ma anche gli inciampi, le zone d’ombra, le crisi.

“Ne ho vissute tre. La prima dopo il terzo album: sembrava che tutto il successo ottenuto fino a quel momento fosse improvvisamente sparito. La seconda è stata personale, alla fine degli anni ’90: non riuscivo a gestire la popolarità e avevo anche pensato di ritirarmi. Poi l’ultima legata a Made in Italy, un progetto molto articolato tra album e film. Mi sono ritrovato a perdere la voce e ho avuto la sensazione che non sarebbe più stata quella di prima”.

Ligabue ritorna a giugno a Campovolo

Sullo sfondo sempre la provincia emiliana: “E’ una delle cose per cui sono identificabile: ho sempre vissuto lì e non me ne sono mai voluto andare. Una delle cose che in 30 anni non sono cambiate, come l’impossibilità di rinunciare a fare concerti, che è sempre stata la mia stella polare”.

Ligabue sta guardando proprio a quelli, dopo quasi due anni di stop obbligato. “Per me è una sorta di dipendenza, sono tossico dell’esperienza live. Ora vengo da un’astinenza lunghissima, mai capitata prima: attendo con ansia giugno”.

Il 4 giugno 2021 è infatti previsto “30 anni in un (nuovo) giorno”, la festa alla nuova Arena di Campovolo. “Sto friggendo nella mia personale padella in attesa di tornare alla normalità, ma capisco la giusta cautela, fino a quando non ci si sentirà al sicuro”, aggiunge Ligabue, commentando il decreto sulla capienza per gli spettacoli dal vivo.

“Un entusiasmo crescente ci ha accompagnato in questi mesi, mentre i vari capitoli di ‘Ligabue – E’ andata così’ erano in preparazione – commenta Elena Capparelli, direttore di RaiPlay e Digital -. Un vero regalo, lungo trent’anni, per il nostro pubblico e per i fan di Liga, che ci regala ancora una volta emozioni, musica e parole”. Un viaggio che mette insieme immagini di repertorio, dialoghi scritti ad hoc e testimonianze di ospiti, in un continuo avvicendarsi di differenti registri narrativi tra fiction, docu, attualità.

“E’ andata così”, ma se non fosse andata così? “Chissà – chiosa il Liga -, credo che avrei cambiato molti lavori, come avevo fatto fino al momento di sfondare nella musica. Ma chi può dire se oggi ne avrei trovati…”.

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