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L’ultimo saluto a DMX: l’incredibile cerimonia funebre

Sabato 24 aprile è stato allestito un vero e proprio spettacolo per onorare la scomparsa del rapper newyorkese DMX

DMX, all’anagrafe Earl Simmons, aveva 50 anni. La star dell’hip hop non aveva mai tenuto nascosti i suoi problemi con la droga, sodalizio iniziato all’età di 14 anni fumando crack.

Dopo essere rimasto in stato vegetativo di una settimana a causa di un attacco di cuore provocato da una overdose, il 9 aprile è morto. Sabato 24 è andato in scena un vero e proprio spettacolo per celebrare il suo funerale.

L’ultimo giro per le strade di New York

Migliaia di motociclisti hanno scortato la bara rossa, riposta sopra un monster truck, dalla città natale di Yonker al Barclays Center di Brooklyn. Al Barclays, in attesa, c’erano gli amici e familiari. Una celebrazione leggendaria a un artista capace di istituire con milioni di persone in tutto il mondo un legame indissolubile.

Arrivati al Barclays, i motociclisti si sono scatenati in impennate e sgommate creando una densa nube di fumo all’incrocio fra Flatbush e Atlantic. Intanto i fan ballavano e cantavano le hit di DMX Ruff Ryders’ Anthem e Party Up (Up In Here). Su un grande schermo una foto di DMX con ali d’angelo era accompagnata da un passaggio della canzone del 1999 Fame.

Il cordoglio come metafora

Mentre all’esterno tutto si consumava in assoluta rumorosità, all’interno ad assordare era il silenzio. Il servizio funebre all’interno aveva un tono riflessivo. Proprio come il repertorio di un rapper in grado di passare nel giro di poche barre dall’aggressività macho alla spiritualità.

La cerimonia

Buona parte dei 90 minuti della cerimonia sono stati caratterizzati dal gospel, la musica cristiana che DMX amava usare nei suoi dischi. Le parole di amici e familiari sono state inframmezzate dai canti dei Sunday Service Choir di Kanye West. Vestiti con tute col cappuccio, i coristi hanno intonato Back to Life dei Soul II Soul, Jesus Loves Me di Whitney Houston, You Brought the Sunshine delle Clark Sisters. Dietro di loro, la bara di DMX, che per tutta la durata della cerimonia è rimasta sul fronte del palco.

Alla fine, le luci si sono riaccese e nella hall del Barclays è avvenuto un incontro intergenerazionale simbolico della portata emotiva della giornata. Mentre la gente sfollava, Busta Rhymes ha salutato Bobby Shmurda, il rapper di Brooklyn uscito di prigione in febbraio dopo sei anni di reclusione. Gli ha suggerito di godersi la libertà ritrovata e prendersi del tempo per abituarsi alla nuova condizione.

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