Confcommercio: un terzo dei veneziani compra prodotti contraffatti

Per quanto concerne Venezia, la percentuale di consumatori, che hanno effettuato acquisti di prodotti contraffatti, è pari al 30,4%.

Nel veneziano, in media, un terzo circa dei consumatori è attratto dal fascino dei prodotti contraffatti, con punte del 62% per la moda e del 41% per alimentari e bevande. Lo rileva l’annuale ricerca di Confcommercio-Impese per l’Italia –Format Research.

I fenomeni illegali (contraffazione, abusivismo, pirateria, estorsioni, usura, infiltrazioni della criminalità organizzata, furti, rapine, taccheggio, corruzione) sono una vera e propria “impresa criminale”. Il cui “fatturato” si riflette specularmente sulle imprese con un danno economico rilevante. Per il solo settore del terziario di mercato, in particolare commercio e pubblici esercizi, si tratta di oltre 30 miliardi di euro.

L’analisi

Il dato emerge dall’annuale analisi che, grazie alla collaborazione con Format Research e le associazioni territoriali, Confcommercio Imprese per l’Italia ha presentato in occasione della “Giornata Legalità ci piace!”, giunta nel 2019 alla sua settima edizione. L’obiettivo dell’indagine è di dare un quadro aggiornato ed in serie storica (con riferimento al 2013 e al 2016) sull’evoluzione e sugli effetti di illegalità, contraffazione ed abusivismo, che alterano la concorrenza, colpiscono le imprese del terziario di mercato ed impattano sugli stili di acquisto dei consumatori.

L’indagine, realizzata tra l’8 ed il 22 ottobre 2019, è stata effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dei consumatori italiani (quasi 3.400 casi) e delle imprese del terziario di mercato (1.500 casi).

Nel rapporto sono stati messi a confronto i dati nazionali con quelli della macro area del Nord Est e della Città Metropolitana di Venezia, raccogliendo il “sentiment” tanto dei consumatori quanto delle imprese.

I dati

Per quanto concerne Venezia, la percentuale di consumatori, che hanno effettuato acquisti di prodotti contraffatti, è pari al 30,4%, dato superiore a quello del Nord Est (27,2%), ma in linea con quello dell’Italia (30,5%).

I prodotti contraffatti

I prodotti contraffatti più acquistati nel veneziano sono prodotti di abbigliamento (62%), prodotti alimentari (41%), orologi, gioielli ed occhiali (35%). Anche sul web spopola l’illegalità e sorprendentemente sono i giocattoli, i prodotti contraffatti più acquistati a Venezia rispetto al Nord Est (+27,3 punti).

Ma perché si ricorre allo shopping dell’illegale? Per la maggior parte dei consumatori di Venezia l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato alla possibilità di fare un “buon affare” (66,9%, in linea con il dato nazionale del 68%) e perché non “si dispone di denaro sufficiente” (65%, leggermente inferiore al 70% del dato nazionale).

Di poco inferiore al dato nazionale è la percentuale dei consumatori di Venezia, convinti che acquistare prodotti illegali possa comportare rischi (89,9% rispetto al 91,4% dell’Italia e al 97% del Nord Est): soprattutto danni per la salute e nessuna assistenza in caso di problemi. Colpisce il fatto che anche i veneziani non possano certo definirsi sprovveduti o disinformati: il 63,2% dei consumatori è informato sul rischio di sanzioni amministrative, dato in linea con il Nordest (63,4%) e leggermente inferiore all’Italia (66,8%).

Qual è dunque l’identikit del consumatore “illegale”? A Venezia è in prevalenza un uomo (67,1%) dai 35 ai 44 anni, con un livello d’istruzione medio (60,5%), è soprattutto impiegato, pensionato, operaio (70,7%).

Gli imprenditori veneziani

Il 47,2% degli imprenditori veneziani ritiene che la propria attività sia molto o abbastanza danneggiate dall’illegalità; tale percentuale è ben al di sotto di quella registrata nel Nordest (62,4%) e della media nazionale (Italia 66,7%). In generale, in merito agli effetti  della contraffazione e dell’abusivismo, si accusa soprattutto la riduzione dei ricavi e del fatturato: 26,7% a Venezia, ma si sale al 44,4% nel Nordest, mentre la media nazionale si attesta al 37,8%. Anche la perdita di “appeal” dei prodotti e servizi è particolarmente sentita nel veneziano (13,5%), rispetto al resto d’Italia (6,6%) e al Nord Est (5,3%).

Infine, per quanto riguarda la percezione dei fenomeni criminali, in linea con la percezione del Nordest e dell’Italia, anche i cittadini del veneziano percepiscono una sostanziale stabilità dei principali crimini, quali furti, rapine, estorsioni, corruzione, contraffazione ed abusivismo, mentre manifestano la convinzione che siano in diminuzione i crimini d’usura rispetto all’Italia e al Nord Est.

Repressione della contraffazione

Confcommercio da anni denuncia l’impatto che la contraffazione e l’abusivismo commerciale hanno sulle imprese in termini di perdita di fatturato e di costi. Per questo è favorevole ad un inasprimento delle sanzioni, anche per l’utilizzo illecito del web, ma soprattutto chiede certezza e severità della pena.

Tuttavia, l’inasprimento delle sanzioni non deve essere l’unico strumento di repressione della contraffazione. E’ fondamentale ottimizzare i controlli e le operazioni delle forze dell’ordine, in particolare Polizia di Stato, Polizia Locale e Guardia di Finanza, che in questi ultimi anni hanno conseguito importanti risultati e cui Confcommercio  manifesta tutta la sua riconoscenza.

Proprio nei giorni scorsi una delegazione di Confcommercio Unione Metropolitana aveva incontrato, a Venezia, il Questore, Maurizio Masciopinto ed il nuovo capo della Squadra Mobile, Giorgio Di Munno, condividendo, fra l’altro, la valorizzazione degli esercenti, quali attori fondamentali nella conoscenza del territorio, nonché l’intenzione di sperimentare nuove modalità di videosorveglianza nelle aree urbane.

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