L’individualizzazione del sistema scolastico e il ritardo tecnologico

La Prof.ssa Mutarello Susco parla del sistema individualizzato. Il ritardo tecnologico porta all'esclusione dell'8% dei ragazzi.

La nuova didattica digitale: questo è l’argomento della seconda puntata di “Stanno Facendo un ’48″, trasmissione condotta da Patrizio Baroni. In questo video parla la professoressa Rosella Mutarello Susco a proposito del sistema scolastico che va individualizzato.

Sistema scolastico

“Voglio sottolineare il fatto che nella normativa della scuola è previso un insegnamento individualizzato, ormai da moltissimo tempo. Noi cerchiamo di fornire ai ragazzi anche degli strumenti diversi per ottenere la preparazione giusta e allo stesso tempo sviluppare delle competenze. Ci proviamo” spiega l’insegnante di italiano e latino.

“È anche vero, e voglio sottolineare ciò che ha detto la Prof.ssa Miani, che abbiamo dei limiti legati ai contenuti che dobbiamo svolgere. Però i contenuti si possono svolgere in modo molto diverso.

Questa occasione negativa della pandemia che ci ha obbligato ad utilizzare dei mezzi diversi e così ci ha spinto a ripensare alla lezione. Lo facevamo anche prima, ma ora è fondamentale con il tempo di lezione a disposizione ridotto” ha detto la professoressa Rosella Mutarello Susco.

Il ritardo tecnologico

In Italia non abbiamo una rete molto estesa. Un quarto della popolazione italiana ha difficoltà con la DAD. Il ritardo tecnologico sullo sviluppo della fibra ottica in Italia ha creato delle difficolta, ora ci sono più differenze socio culturali tra gli studenti e maggiore dispersione scolastica.

Andrebbero garantiti degli strumenti, computer e tablet, ma se la connessione non c’è il problema persiste. La pandemia ha portato a una delle più profonde e improvvise trasformazioni. L’8% di bambini e ragazzi è rimasto totalmente escluso da ogni tipo di didattica a distanza.

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