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Cosa sono le ZES. Ce lo spiega il Dott. Antonino Maffodda

Le Zes, Zone Economiche Speciali possono essere un modello per Porto Marghera? Comporterebbero una valorizzazione degli impianti industriali?

Antonino Maffodda, direttore dell’Istituto del Commercio Estero, in collegamento da Varsavia, spiega come le ZES servano ad agevolare la produzione industriale degli imprenditori che si muovono all’estero.

Nate in Polonia negli anni Novanta, periodo in cui coesistevano diverse sovrapposizioni giuridiche, le Zone Economiche Speciali sono 14 aree distribuite a macchia di leopardo sul territorio nazionale, che hanno la funzione di attrarre investimenti esteri. Inoltre, le autorità agevolano gli investitori nell’iter burocratico favorendo dei permessi per quanto riguarda la costruzione, gli allacci per gli impianti, e le forniture locali. Nel 2014, con l’ingresso della Polonia nell’UE, le ZES hanno subito una proroga fino al 2026.

Gli sgravi fiscali necessari a installare degli impianti industriali nelle ZES sono un investimento minimo di 100.000 euro, impegnandosi per un periodo di tempo che parte da 5 anni, e un’assunzione che va da 50 dipendenti a un numero maggiore. Questi terreni fertili hanno fatto da volano per l’economia della Polonia, perchè non importare questo modello anche nel veneziano, a Porto Marghera?

La risposta è si. Anche se i terreni disponibili, in termini di ettari, sono inferiori. Ma le ZES sono come delle fabbriche. Perciò accolgono impianti industriali di tutti i settori merceologici, da quelli produttivi, a quelli commerciali, fino agli impianti logistici.

 

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