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Zaia: “preoccupazione per gli anziani vaccinati da 10 mesi”

Interviene il Presidente del Veneto Luca Zaia nel consueto aggiornamento sui ricoveri Covid ed esprime le preoccupazioni verso le categorie più fragili

Salgono i ricoveri e i pazienti in terapia intensiva. Luca Zaia invita il 20% dei non vaccinati a farlo e solleva la questione del tampone gratuito a immunodepressi e over 18enni, auspica una campagna di informazione sul vaccino e si è dichiarato preoccupato per la scadenza dell’efficacia dei vaccini. Gli anziani veneti che hanno ricevuto le somministrazioni a gennaio sono a quasi dieci mesi dalla vaccinazione.

Il commento di Luca Zaia

“Ricoveri totali 285, con un aumento di 9. Sono 233 in area non critica e 52 in terapia intensiva. La posizione sul Green Pass rimane sempre la stessa: che non sia esteso come in Francia, ma che sia necessario un Green Pass dedicato ad alcune categorie specifiche. La certificazione di una vaccinazione o di uno screening che va a comprendere l’80% dei cittadini del Veneto che già lo hanno fatto.

Si è introdotto il tema importante delle categorie verso le quali è necessaria attenzione. Per esempio chi non può vaccinarsi per diverse patologie, deve poter accedere al tampone in modo gratuito.

Abbiamo poi pensato a quella categoria di minorenni che fanno sport. In un regime di volontarietà vaccinale, potrebbero non essere vaccinati, in Veneto il 60% di loro è vaccinato, e aver scelto di vaccinarsi per evitare di andare 2 o 3 volte alla settimana in compagnia dei genitori a chiedere un tampone alle farmacie.”

E continua: “È fondamentale riconoscere e promuovere la campagna vaccinale. Penso che la pubblicità progresso in questo caso sia utile non tanto per suscitare un obbligo di vaccinazione ma per sensibilizzare riguardo al tema. In un ambito di volontarietà, ognuno poi  deciderà cosa fare.

Pochi giorni fa è uscito uno studio che parla di mantenimento della carica anticorpale successiva al vaccino di soli 6 mesi. Se così fosse, dovremmo prendere delle misure immediate riguardo alla terza dose, partendo dagli anziani e soprattutto dalle case di riposo.”

Dunque finora non avete fatto alcuna valutazione se gli anziani che vivono in casa vadano chiamati al centro vaccinale anziché andare dal medico come successo finora?

Risponde il governatore Zaia: “Quando saranno deliberati dalla comunità scientifica i criteri di vaccinazione con le relative priorità, queste riguarderanno in tutta probabilità i “fragili” e gli anziani. Allora, dovranno fare squadra centri vaccinali, medici di base e farmacie per rendersi più efficienti possibile. L’obiettivo è fare più vaccini nel minor tempo possibile. Finora, il sistema della Regione Veneto si è mostrato efficace in questo senso, se pensiamo che gli anziani sono una categoria con ormai 10 mesi di vaccino sulle spalle.”

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