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Zaia: no emergenza, i locali non chiudono

Test rapidi e piano di sanità pubblica aggressivo per individuare i contagiati

Zaia: no emergenza sanitaria

Purtroppo il virus non se n’è andato ma se, a marzo, il 30% dei positivi era ricoverato in ospedale, oggi i numeri si sono molto ridimensionati.

Stiamo parlando del 6%, dei quali lo 0,5% occupa la terapia intensiva.

C’è anche da dire che, in questo momento, fortunatamente solo il 3% risente dei sintomi della malattia.

E’ decisamente diverso da quando la metà dei ricoverati riguardava la terapia intensiva.

Questo accade anche grazie al miglioramento delle performance sanitarie.

Il problema piuttosto riguarda i paesi limitrofi come, per esempio, Francia e Belgio.

I test rapidi rappresentano un successo del Veneto. Quindi, dalla nostra regione arriva un importante contributo nazionale.

Inoltre, grazie al piano di sanità pubblica molto aggressivo ed efficace, è diventato molto più semplice trovare chi è contagiato.

Il virus si comporta diversamente, ed ecco l’affermazione di Zaia: no emergenza sanitaria

Il governatore, durante la conferenza stampa: “se io avessi trovato 375 contagiati in un giorno a febbraio-marzo, dove uno su tre finiva in è in ospedale, oggi avrei ospedali collassati.

Vorrebbe dire un centinaio di ricoveri al giorno.

Il virus, in questo momento, si comporta diversamente da come si comportava prima. È un virus che non dobbiamo trascurare.

Da lunedì confermiamo i tamponi rapidi nelle 300 casa riposo del Veneto. È giusto avere una visione generale della pandemia.

Chi fa tanti tamponi deve essere valorizzato perché fa un piano di sanità pubblica. Come, ad esempio, un allineamento tampone-abitante.

Vedo un’incidenza di campioni per abitante che non è così lineare, quindi risulta difficile valutare la situazione sanitaria”.

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