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Zaia: dati europei non realistici perché in Italia i dati non sono uniformi

Luca Zaia risponde ai dati europei che evidenziano il Veneto come una zona "rosso scuro". Ovvio che chi fa più tamponi trova più positivi.

Le precisazioni del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in relazione alla notizia secondo la quale una simulazione su dati raccolti dall’Ecdc europeo al 17 gennaio, resi noti oggi dal Commissario Europeo Didier Reynders, porrebbe il Veneto, con l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e Bolzano in una sorta di “fascia rosso scuro”.

Le dichiarazioni di Luca Zaia

“Immagino che l’Ecdc parta dalla considerazione che i dati italiani siano uniformi. Questo è un errore di fondo che porta a dati fuorvianti. Bisogna ribadire per l’ennesima volta che il numero di positivi a settimana su centomila abitanti dipende dalle positività che si trovano facendo tamponi. Basta applicare la proprietà transitiva, ma anche stavolta non è stato fatto, secondo la quale chi fa tanti tamponi trova tanti positivi, chi ne fa meno, ne trova meno. In Veneto arriviamo a farne 60-65 mila al giorno, in altre regioni se ne fanno magari un decimo. E’ quindi ovvio che non si possono mettere a confronto regioni che fanno tanti tamponi e altre che non ne fanno”.

La nostra incidenza sui tamponi mai sopra l’8%

“Noi abbiamo sempre avuto una percentuale di positivi sui tamponi eseguiti giornalmente non superiore all’8%, e in questi ultimi 20 giorni tale percentuale si è attestata tra il 2% e il 4%”.

“Quindi tutti, a ogni livello, devono parlare sulla base di dati omogenei, perché altrimenti, come in questo caso, scaturiscono dati fuorvianti, che non c’entrano assolutamente niente con la realtà”.
Le rilevazioni del Veneto, peraltro, parlano chiaro in questo senso, con 201 casi su 100.000 su base settimanale.

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