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Riecco “We will rock you”, il musical firmato dai Queen

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Il poster del musical di grande successo “We will rock you”, che riparte in ottobre con un nuovo allestimento.

Annunciate le prime date italiane del nuovo allestimento del musical “We will rock you” – una vicenda ambientata in un futuro distopico, accompagnata dalle grandi hit dei Queen – che ha già riscosso un notevole successo nel biennio 2009-2010.  

Sono state svelate le prime date di “We will rock you”, il musical con i più grandi successi dei Queen, tra i più rappresentati al mondo: dopo il successo del 2009 e 2010, il tour italiano ripartirà a ottobre per una nuova stagione. Le rappresentazioni annunciate riguardano: Bologna e Montecatini, a dicembre e poi, da gennaio a marzo 2019, Bergamo, Milano, Genova, Reggio Calabria, Catanzaro, Bari e Firenze.

Pur mantenendo la storia, i personaggi e le musiche originali, eseguite dal vivo, si tratta di un nuovo allestimento, completamente rinnovato sotto ogni aspetto: mercoledì 16 maggio inizieranno a Milano le audizioni per selezionare attori, musicisti e corpo di ballo. Tutti i dettagli e le informazioni su come candidarsi sono disponibili QUI

Oltre otto milioni di spettatori, 2700 performancee in 12 anni consecutivi di rappresentazioni a Londra (debuttò al Dominion Theatre, il 12 maggio 2002), sono gli strepitosi numeri di “We will rock you”, il musical che mette in scena 24 tra i maggiori successi dei Queen.

Uno spettacolo che riscosse un grande successo anche in Italia, sin dalla sua prima rappresentazione, il 4 dicembre 2009 all’Allianz Teatro di Milano, grazie alla scelta, condivisa dai Queen stessi – impegnati nella produzione – di mantenere le canzoni in inglese, tranne un paio, e di tradurre e riadattare solo i dialoghi.

Per le future rappresentazioni il progetto artistico privilegerà l’attualizzazione e la contemporaneità della vicenda che, con grande lungimiranza, ha ipotizzato un futuro distopico in cui il rock viene bandito e i suoi seguaci costretti a nascondersi, una società vittima della globalizzazione più totale e alla mercé di una multinazionale che controlla non solo la musica, ma la vita dei singoli individui.

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