Vogalonga, la 45esima edizione si svolgerà domenica 9 giugno su un percorso di circa 30 chilometri. Alla manifestazione parteciperanno non solo veneziani, ma anche molti appassionati stranieri, con più di 2000 imbarcazioni attese nella giornata.

Tullio Cardona, giornalista e esperto non solo della vogalonga ma anche della memoria storica della città veneziana è venuto a parlarci di questa tradizione tutta veneziana.

Storia della vogalonga

Tutto iniziò con una regata tra amici su ‘mascarete’ il giorno di San Martino del 1974. Gli appassionati della voga alla veneta in quegli anni erano pochi in un mondo che sempre più volto al motore. Tra gli amici coinvolti vi erano: Lauro Bergamo e Delfo Utimpergher (allora direttore de Il Gazzettino), Toni Rosa Salva, da sempre attivo nel mondo delle regate, e Giuseppe Rosa Salva, noto per l’impegno a difesa di Venezia. Prese così avvio l’idea di indire una vogata non competitiva, e di invitare tutti gli appassionati ad unirsi contro il degrado della città ed il moto ondoso. Un ritorno, seppur per poche ore, delle tradizioni veneziane.

Da questo gioco spontaneo nacque l’avventura della Vogalonga, avviata il 26 gennaio 1975 e indetta per tutti coloro che avevano una barca tipica veneziana, con il messaggio di diminuire il motore e il moto ondoso.

La grande diffusione

La vogalonga nel tempo si è dimostrata un grande punto focale per il turismo a Venezia, richiamando appassionati da tutto il mondo. Il turismo instauratosi grazie alla vogalonga è certamente uno che porta benefici alla città: molti turisti e di conseguenza anche molti guadagni.

Oltre a ciò sempre alla vogalonga va il merito della rinascita di molti mestieri tipicamente legati alle imbarcazioni tradizionali, remer, maestri d’ascia, che stavano scomparendo.

Lo spirito della vogalonga

E’ una tradizione che si pone a sostegno dell’ambiente e di Venezia, fragile a causa del cambiamento climatico, sensibile quindi alle problematiche della città, tra cui proprio il moto ondoso.
E’ vogare insieme lo spirito della vogalonga, un’attività sportiva non competitiva che portano le culture diverse ad unirsi dalla stessa passione, quella dell’acqua e di Venezia.

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