
“La voce del bosco”, il docufilm di Dimitri Feltrin con protagonisti i boschi e le genti delle montagne bellunesi, arriva sabato 11 gennaio allo Spazio Zenit (via Maestri del Lavoro 42) di San Donà di Piave per una serata speciale dedicata all’ambiente e alla cultura agordina.
La proiezione
Alle 19.45 cena a base di specialità agordine (su prenotazione) e alle 21 la proiezione del film, con protagonista la celebre artigiana e fisarmonicista Francesca Gallo, che accompagna in un emozionante viaggio tra i boschi e le persone che abitano quelle valli, duramente colpite dal fortunale del 2018 ma capaci di rialzarsi con forza e determinazione grazie alla simbiosi che le lega alla natura.
Il concerto
Dopo la proiezione, Francesca Gallo, ultima artigiana in Italia a realizzare a mano armoniche a mantice, si esibirà in un breve concerto dedicato agli alberi che cantano.
Alla serata sarà presente il regista Dimitri Feltrin.
La voce del bosco
Il racconto e le immagini de “La voce del bosco” ci portano tra le valli, lungo i sentieri, sull’orlo dei dirupi, nei borghi abitati da poche decine di abitanti, al cospetto di alberi sconosciuti ai più, ma carichi di valori simbolici, storici e affettivi. Con Francesca, ascolteremo il bosco e scopriremo i suoi alberi, quelli che cantano. Ammireremo il ritratto delicato, poetico, del mondo dolomitico agordino, e più in generale della montagna bellunese: viva, dignitosa, laboriosa, burbera e saggia. Osservando le montagne, tenteremo di ascoltare e comprendere La voce del bosco.
Costi e prenotazioni
- Cena (solo su prenotazione) + film euro 30,00
- Solo film euro 10,00
- Convenzione soci Coop: Cena + film euro 25,00; solo film euro 8,00
- Biglietti e prenotazioni su eventbrite.com
- Info: Alessandro 339.7411019
Dopo l’appuntamento di San Donà di Piave, “La voce del bosco” verrà presentato sabato 25 gennaio alla Parrocchia di San Michele Arcangelo di Quarto d’Altino (VE).
Il film
Il film ha il patrocinio di Provincia di Belluno, Provincia di Treviso, Unione Montana Agordina, Comune di Belluno, Comune di Treviso e Associazione Culturale Martondea, con la collaborazione di Fondazione Benetton Studi Ricerche; patrocini: Provincia di Belluno, Provincia di Treviso, Unione Montana Agordina, Comune di Belluno, Comune di Treviso.
La montagna bellunese
Nell’autunno del 2018 la montagna bellunese è stata messa alla prova dal maltempo, ma la sua cultura continua a radicarsi tra le valli, grazie a donne e uomini che si impegnano a mantenerla viva. La celebre artigiana e fisarmonicista Francesca Gallo ci accompagna in un viaggio alla scoperta degli alberi e della cultura agordina, fatta di musica, danze e antichi mestieri. Un lavoro di comunità che fa risuonare, limpida e vitale, La Voce del Bosco.
Le fisarmoniche di Francesca
Francesca costruisce fisarmoniche nella sua piccola bottega di Treviso, ereditata da papà Luciano, che le ha trasmesso la passione per la musica tradizionale e per il lavoro artigiano. È rimasta l’ultima artigiana in Italia a realizzare completamente a mano armoniche a mantice, fisarmoniche e organetti in legno. Le sue creature sono ambite da fisarmonicisti del panorama internazionale e finiscono sui palcoscenici più importanti del mondo, ma nascono nel bosco.
L’attività di Francesca
L’attività di Francesca, infatti, inizia dall’individuazione di quelli che lei stessa definisce “gli alberi che cantano”, quegli alberi che successivamente trasformerà in strumenti musicali. Francesca seleziona i “suoi” alberi nei boschi dell’Agordino, una delle zone più colpite dall’ondata di maltempo che nell’autunno del 2018 ha messo a dura prova la montagna veneta, distruggendone buona parte del patrimonio arboreo. Francesca ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle donne e degli uomini che in quelle terre hanno scelto non solo di fissare la propria dimora e di radicare la propria esistenza, ma anche di coltivarne i mestieri, di valorizzarne la cultura, di rigenerarne le tradizioni.
Gli altri personaggi
Tra essi c’è Attilio, sapiente artigiano del legno, che con le travi recuperate dei tabià di Cogul del XVI secolo realizza piccole ma incredibili sculture. C’è Paolo, giovane e vivace liutaio, che ha scelto di svolgere la propria attività nella pace di Garès. E poi ci sono Antonia, che ha riscoperto l’arte della filatura e della tessitura e la trasmette alle giovani donne agordine; il Tita, che scava il legno fino a ricavarne gli “Olt da Riva”, le grottesche maschere in legno da sfoggiare a carnevale. C’è Dunio, il celebre muralista che narra nelle sue opere le storie della vallata; c’è Sara, giovane ricercatrice che indaga il rapporto tra letteratura e montagna. E c’è anche Mayra, che ha voluto mantenere il pascolo del nonno, scontrandosi con le quotidiane difficoltà della vita in montagna.
Il Carnevale
Vecchi e giovani, donne e uomini, tutti con storie diverse da portarsi dietro, ma tutti che si muovono ai margini del bosco e che ogni giorno lo vivono e ne ascoltano la voce. Quella voce che sgorga, gioiosa e malinconica, affascinante e inquietante, dall’opera di donne e uomini che continuano a legarsi tra di loro in forma di comunità. Quella stessa comunità che si manifesta, vitale e unita, durante la Zinghenesta, il carnevale che anima le strade e le piazze di Falcade e Canale d’Agordo.








