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“Baby Shark” è il video numero uno su YouTube

Il video della canzoncina sudcoreana "Baby Shark" ha superato "Despacito", il tormentone di Luis Fonsi, ed è il nuovo numero uno su YouTube.

La nuova superstar di YouTube è “Baby Shark”, la filastrocca della compagnia sudcoreana Pinkfong, dalla melodia catchy, con ritornello vivace e virale: il video del brano (QUESTO) ha superato i sette miliardi di visualizzazioni ed è diventato ufficialmente il più visto di sempre sulla piattaforma, spodestando Despacito, il tormentone latino di Luis Fonsi e Daddy Yankee, che deteneva il primato da parecchio tempo. Se si sommassero tutti gli ascolti avvenuti su YouTube, è come se “Baby Shark” fosse stata trasmessa in streaming ininterrottamente per 30.187 anni.

“Baby Shark” ha avuto un vertiginoso aumento di views

Ci sono voluti quattro anni alla canzoncina per raggiungere la vetta, una scalata analizzata dal sito americano di tecnologia ed entertainment The Verge, che fa notare (QUI) il poderoso incremento percentuale di visualizzazioni della clip, che ad aprile 2019 si assestavano a circa 2,5 miliardi, e quindi la crescita dell’ultimo anno e mezzo è stata di circa il 180%. Nel frattempo il compositore Jonathan Wright minaccia di fare causa a Pinkfong per violazione del copyright, sostenendo di avere inciso una versione del brano molto simile a quella utilizzata nel video da record. Per l’azienda invece il tema apparterrebbe al repertorio tradizionale e sarebbe di pubblico dominio. 

Sarebbe stata ispirata dal film “Lo squalo” di Spielberg

E sono diverse le teorie sulla sua apparizione: secondo alcuni sarebbe nata come popolare canto da falò nei campi estivi, per altri sarebbe stata inventata nel 1975, sulla scia del successo nei cinema di tutto il mondo del celebre film “Lo squalo” di Steven Spielberg, quindi non sarebbe un caso l’inserimento in apertura delle prime note della “Sinfonia N°9” di Antonín Dvořák, le stesse usate dal regista nella pellicola. Intanto a West Palm Beach, in Florida, l’hanno sparata a tutto volume per scoraggiare i senzatetto dal bivaccare in una certa zona, mentre tre secondini di una prigione dell’Oklahoma sono sotto processo per avere costretto alcuni detenuti ad ascoltarla ininterrottamente per un paio di ore, provocandogli uno «stress emotivo».

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