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Via Piave, armi bianche: in azione nigeriani incensurati

L'escalation di violenza in via Piave ha spinto il Questore ad annunciare un presidio fisso con un camper due volte alla settimane in cui sarà presente per rassicurare. Si indaga su un gruppo di nigeriani sconosciuti agli archivi della polizia

Un gruppo violento di spacciatori nigeriani ha provocato un’escalation di violenze che sta impaurendo i residenti dei quartieri di via Piave. A chiarire lo scenario di degrado che si è profilato a Mestre dopo le riaperture legate alla pandemia sul fronte degli spacciatori è il questore di Venezia Maurizio Masciopinto, che, pur mantenendo il massimo riserbo sulle indagini su cui sono impiegati gli investigatori della squadra mobile veneziana, non nasconde che sia in corso una guerra per il controllo del territorio tra nigeriani e tunisini.

La dinamica tra le bande di spacciatori in Via PIave

Tra gli stessi spacciatori nigeriani c’è un gruppo di sconosciuti alla polizia (su cui sono in corso indagini) che non ha remore a usare armi bianche per contendere ad altre bande ogni giorno le postazioni di riferimento dei consumatori abituali che arrivano da tutto il Veneto. È questo quanto ha spiegato il questore veneziano: non si tratterebbe di un’organizzazione tentacolare come quella identificata e fermata nel 2018 in un maxi blitz guidato da Kenneth Ighodaro.

Si parla invece di piccole bande che vivono alla giornata senza pianificare il consolidamento del potere nel quartiere. Non per questo però il livello di pericolosità per chi vive nella zona è minore. Il questore ha deciso si recherà per un paio di giorni alla settimana in via Piave per ricevere in un camper i residenti e raccogliere i loro sfoghi.

Altre zone di spaccio

Va aggiunto che l’intensificarsi dei controlli nella zona ha in effetti diminuito al presenza dei pusher, ma non li ha fatti sparire. Tali controlli non hanno fatto altro che spingerli verso altre zone della città, come in via Fapanni o a Carpenedo, o ancora in  via Cipressina.

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