Continua la guerra contro le mafie nel Veneto. Il procuratore antimafia di Venezia Bruno Cherchi ha fatto smantellare una cellula della camorra che spacciava ogni settimana due chili di sostanza stupefacente a Verona. 19 arresti

Tutto è partito dalla denuncia di una artigiano minacciato dagli appartenenti al clan della camorra barese Di Cosola. Sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno portato alla scoperta di una cellula del clan operante da vent’anni nel veronese. Il clan si è riformato in Veneto dopo lo smantellamento in Puglia: dalla regione si faceva mandare ogni settimana uno o due chili di marijuana e 2 o 300 grammi di cocaina destinati allo spaccio locale.

Il blitz

Oggi è scattato il blitz dei carabinieri coordinato dalla Procura antimafia di Venezia che è stato illustrato dal Procuratore distrettuale antimafia di Venezia, Bruno Cherchi, assieme al colonnello Ettore Bramato, comandante provinciale dei Carabinieri di Verona. Complessivamente a Verona sei persone sono finite in carcere e quattro ai domiciliari. A Bari invece cinque persone sono state portate in cella e quattro ai domiciliari.

Dalle indagini è emerso che un affiliato del clan, operante in riva all’Adige da una ventina d’anni, aveva avviato e dirigeva il traffico di marijuana e cocaina dalla Puglia, che giungeva in Veneto tramite pacchi contenenti ricambi per automobili inviati con corriere espresso a ignari artigiani e meccanici. La droga era anche inviata con corrieri che viaggiavano in pullman di linea, con biglietto andata/ritorno pagato dall’organizzazione.

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