Lo scopo è digitalizzare l’intero iter autorizzativo, tracciare gli interventi sul territorio e permettere alla polizia provinciale di monitorare le attività, offrendo al contempo maggiori garanzie legali a chi effettua i prelievi. Questa iniziativa si ispira a un modello simile già adottato in Emilia-Romagna. In Veneto sono presenti milioni di nutrie e il loro numero non accenna a diminuire. Secondo l’assessore, l’abbattimento e la cattura tramite gabbie restano le uniche strade percorribili, escludendo l’efficacia di metodi alternativi come la sterilizzazione. Bisogna ricordare che le tane scavate dalle nutrie danneggiano seriamente la tenuta degli argini dei corsi d’acqua, aumentando notevolmente il rischio di allagamenti durante le piene.
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