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Venezia in lockdown economico: il grido di allarme

Matteo Secchi e Andrea Rizzo lanciano sui social un video denuncia in cui raccontano la Venezia deserta di questi giorni attraverso commercianti ristoratori e albergatori. Esplodono le visualizzazioni

In questo momento Venezia è in lockdown economico. Palazzo ducale è chiuso, bar e ristoranti chiudono alle 18, il turismo è impossibile. L’acqua alta del 12 novembre dell’anno scorso, la seconda più grande della storia dopo l’alluvione del 1966, aveva messo la città in ginocchio, con l’arrivo dell’emergenza sanitaria a marzo e il lockdown totale, la situazione è più tragica che mai. Così le parole di Diego Redolfi, gondoliere, ci danno una ancor maggiore consapevolezza della drammaticità e del disagio, in cui si trovano da mesi i lavoratori.

Venezia in lockdown economico

Simone Poli, ristoratore, ci riporta una riduzione degli incassi del 70-80%. Non sa per quanto si riuscirà ad affrontare questo periodo così drastico. Come lui anche Eligio Paties si trova in grande difficoltà, la chiusura anticipata rende impossibile lavorare, poiché all’ora di pranzo le persone non vanno al ristorante, si lavora o si pranza a casa. I ristoratori si trovano ogni giorno nuove cancellazioni, e nessuna nuova prenotazione. Lo Stato invia aiuti ma questi risultano troppo bassi per le esigenze di risanamento delle finanze necessario.

Le attività commerciali di Venezia si stanno sgretolando. La città è triste e sola, non ci sono più persone a passeggio di sera, e i negozi di qualsiasi genere si trovano costretti a chiudere. Si tiene aperto, ma inutilmente. Si prova coraggiosamente a tener duro per non lasciar morire la città, ma inutilmente, perché essa sta già morendo.

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