Il 6° rapporto “Mare Caldo” di Greenpeace Italia, basato su dati del 2025 da 14 stazioni di monitoraggio, evidenzia che il calore nei mari italiani non riguarda più solo la superficie, ma raggiunge i fondali fino a 30-40 metri di profondità. All’isola dell’Asinara, ad esempio, tra maggio e luglio 2025 si è registrata un’anomalia termica di +3,5 °C durata 41 giorni, spingendo le temperature fino a 25 °C in profondità. Valentina Di Miccoli di Greenpeace spiega che gli impatti raggiungono habitat profondi, provocando necrosi e sbiancamento di gorgonie e coralli (rilevati all’Elba, Asinara e Torre Guaceto), oltre a favorire la diffusione di specie termofile e aliene. Le aree marine protette contribuiscono a rendere gli ecosistemi più resilienti, ma Greenpeace sottolinea la necessità di affiancare alla tutela della biodiversità un deciso taglio delle emissioni di gas serra.
0 1 minuto di lettura