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Banchetti di San Marco nel mirino del Comune di Venezia

A Venezia gli abusivi non costituiscono più una minaccia per il commercio legale, ma sono gli stessi chioschi con licenza a creare problemi.

Scoppia il caso dei banchetti lungo Riva degli schiavoni, sono troppi secondo il comune e costituiscono una vero e proprio muro che impedisce la vista sul bacino per chi vuole godersi la passeggiata lungo le fondamenta.

I banchetti

In questo momento se ne contano ben 42, 30 banchetti, 4 chioschi e 8 pittori e per lo più vendono souvenir di bassa lega. Un controsenso con la delibera approvata di recente dalla giunta di Venezia che impone nella zona marciana soltanto negozi di qualità.

Invece i banchetti vivono di low cost, come portachiavi da due euro l’uno. Piccole cifre che portano grandi guadagni secondo Paolo Pellegrini il consigliere fuxia che guida la commissione commercio. Si parla di mille a cinque mila euro al mese.

Al mondo, ha dichiarato Pellegrini, non esiste una situazione analoga, una soluzione per far restituire la licenza da qualcuno è aumentare la tassa di occupazione del suolo pubblico che in questo momento di aggira sui 600 700 euro. Andrebbero duplicate le tariffe.

Va detto che su alcuni banchetti non ci guadagnano soltanto i bengalesi che ci lavorano dalla 7 alle 23 della sera, ma anche i veneziani che li danno in concessione portandosi a casa una rendita di posizione.

I sindacati

Le organizzazioni sindacali, dal canto loro, ribattono che proprio la massiccia presenza dei banchetti ha aumentato il controllo della zona e fatto sparire gli abusivi.

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