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Venezia: apertura e gentilezza profonda agli ucraini

Comunità ucraina, Caritas, servizi sociali del comune, università, parrocchie. È il variegato mondo che sta accogliendo i profughi in fuga dall'Ucraina. Finora 4500 in tutto il veneto. Stamane il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha riunito i protagonisti principali di questa grande mobilitazione per raccontare cosa sta avvenendo

Nulla sarà più come prima. Lo si è detto durante il Covid e lo si sta ripetendo ora con questa guerra che scuote le coscienze e che sta scatenando, nel Veneto, una gara di solidarietà senza precedenti. Stamane nella sede della Smart Control Room del Tronchetto, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha fatto incontrare i giornalisti con il direttore della Caritas e il cappellano della Comunità ucraina di Venezia. Proprio quest’ultimo ha parlato di manifestazioni di affetto mai registrate fino ad ora.

Yaroslav Chaykivskyy, cappellano della Comunità ucraina di Venezia

“Per la prima volta, dopo tanti anni che sono qui, ho visto un’apertura, una gentilezza molto profonda. Ringrazio da parte di tutta la nostra comunità”

Sono circa 400 i volontari in prima linea nel raccogliere e fornire borse di vestiti e alimentari a chi arriva, e nell’inviare le stesse cose con l’aggiunta di medicine a chi ha deciso di restare.

“Noi abbiamo creato un grande gruppo, di circa 400 persone su Telegram e un’altra 60ina più disponibile di gioventù. Facciamo punti di raccolta, accompagnamenti per portare e incontrare le persone che arrivano. L’Università Ca Foscari, gli studenti si sono organizzati, vengono a chiederci cosa serve, ad esempio le medicine. Prepariamo borse di alimentari, vestiti, ciò che serve. Spediamo nel nostro paese alle Caritas, agli ospedali e così via.” continua Yaroslav Chaykivskyy.

Il direttore della Caritas diocesana, Stefano Enzo Diacono, racconta lo smarrimento e la paura di chi arriva.

Stefano Enzo Diacono, direttore della Caritas diocesana Venezia

“Mi son trovato in diverse situazioni in cui li ho accolti in prima persona. Vedevo nei loro occhi la paura, il terrore. C’erano bambini e bambine che piangevano continuamente e per farli tranquillizzare abbiamo dato loro un peluche. Gli occhi delle mamme erano dispersi.” ha affermato Stefano Enzo Diacono.

La Caritas in queste ore ospita i profughi in strutture di prima accoglienza nei dormitori di San Giuseppe alle Muneghette a Venezia, in attesa di trovare, tempo due settimane, un inserimento sociale nelle parrocchie.

La struttura di emergenza è coordinata dall’Assessore ai servizi sociali Simone Venturini, che ha parlato di 300 ucraini finora accolti a Venezia e ora stanno avvenendo gli abbinamenti tra le persone e i posti letto offerti, che nel comune sono un centinaio. Attività iniziata quando ancora non erano state registrate richieste di aiuto.

Simone Venturini, Assessore alla coesione sociale Comune di Venezia

“Come comune ci siamo mossi sin dal primo giorno per prefigurare i problemi che poi sarebbero arrivati e abbiamo fatto bene. Perchè, altrimenti, avremmo circa 250mila persone per strada. Avendo lavorato per tempo, siamo riusciti a dare un modello anche alle altre province che lo hanno preso come benchmark.”

Il sindaco è in contatto con il Ministro degli Interni Luciana Lamorgese che, essendo stata prefetto a Venezia, conosce anche le potenzialità di accoglienza del territorio per coordinare i flussi che arriveranno.

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia

“Con il ministro Lamorgese stiamo cercando di spiegare e capire quali saranno i flussi migratori dato che ne attendiamo molti altri.  Dobbiamo avere un’accoglienza diffusa in tutta l’Italia, nei territori che sono disponibili. Il popolo italiano sta rispondendo bene. Dobbiamo pianificare quest’accoglienza per il futuro.”

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