Il direttore artistico Wayne McGregor spiega che il titolo si ispira alle leggi della fisica, secondo cui il tempo non è una grandezza fissa e fondamentale, ma varia e cambia proprio come accade nell’esperienza dell’arte. McGregor evidenzia come durante uno spettacolo il tempo possa sembrare evaporare o non finire mai. Per questo, il festival si fonda sull’idea del tempo come percezione vissuta attraverso il corpo e la relazione, piuttosto che come una scansione rigida e lineare. I danzatori e coreografi invitati agiscono come viaggiatori temporali, intrecciando passato, presente e futuro per affrontare tematiche contemporanee quali identità, cultura ed ecologia attraverso il corpo in movimento.
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